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Alberto Biasi - Anteprima Profilo Artista

Alberto Biasi

Artista

“…Mi venne spontaneo considerare pittura-oggetto quella composizione perché combinava in un insieme le risorse della pittura e della modellazione plastica…”

Alberto Biasi

Sono nato a Padova nel 1937, da ragazzino, nel periodo bellico, mi trasferì nel paese dei nonni paterni. Allora i tempi erano molto difficili, ma ci si dava comunque da fare, ricordo che con un coetaneo sottraevo munizioni da un deposito d’armi tedesco. Non mi rendevo conto del rischio, né ricordo che qualcuno me l’avesse insegnato, ma riuscivo a smontare proiettili e bombe per estrarne le polveri e scambiarle con chi caricava cartucce da caccia e altro.Allo stesso modo, nel 1960, quando mi trovai fra le mani un ombrello giapponese, iniziai ad osservarlo da dentro e percependone una visione dinamica, smontai e rimontai le stringhe di bambù per capirne la costruzione e poi lo trasformai in una cosa che intitolai “oggetto otticodinamico”.

In effetti, memore del Surrealismo e della poesia-oggetto, mi venne spontaneo considerare pittura-oggetto quella composizione perché combinava in un insieme le risorse della pittura e della modellazione plastica.

A 22 anni inizio la mia attività artistica fondando, nel 1960, insieme a Manfredo Massironi, allora mio inseparabile compagno di strada, il “Gruppo Enne”. In quel periodo furono inaugurati lo Studio enne e la “Mostra chiusa-nessuno è invitato a intervenire”.Per quanto ricordo, in quegli anni ero convinto che l’arte fosse e potesse diventare una lingua universale con cui comunicare al di là delle barriere create dagli individui e superare gli steccati nazionalistici.

Alberto Biasi Periodo Gruppo Enne

I Gruppi nascono nel momento in cui ci si convince che l’artista non può essere considerato il genio, il creatore assoluto dell’opera. Non a caso il Gruppo nasce inventando e producendo opere che non vengono firmate. Sono, essenzialmente, collettivi creativi. Il gruppo però si sciolse nel ’64 e da quel momento ognuno seguì strade diverse. Alcuni avevano attribuito la colpa di ciò scaricando le responsabilità su di me e su Massironi. Ma la verità fu che nel ’64 l’arte del Gruppo venne eclissata dalla Pop Art.

Per il Gruppo, in quel momento, finì ogni velleità di sopravvivere con l’attività artistica e ognuno si dedicò ad altro. Io, invece, conservai la passione per l’arte e l’ho coltivata quasi come un vizio, anche quando, per sopravvivere, ho dovuto fare altri mestieri.

Ero comunque riuscito ad inserirmi nella stagione della massima popolarità dell’arte ottico cinetica, grazie alle creazioni artistiche costruite sulla base di precise illusioni ottico-mentali. I miei quadri generalmente hanno super ci che cambiano aspetto a seconda dell’angolo di osservazione, dando quindi la sensazione illusoria del movimento.

La mia ricerca vuole coinvolgere creativamente il fruitore conferendo animazione ed organicità alla materia. Tempo fa sono rimasto colpito dalla spontaneità di un visitatore nel mio studio. Mi disse di non essere lui a guardare, ma di essere guardato dai miei quadri.

D’istinto aveva superato le consuetudini e gli schematismi della cultura pittorica abituale. Ho combattuto sempre la staticità dell’opera cercando di animarla. Così un quadro diventa pulsante materia viva, che si espande e si contrae irretendo, con la sua forza attrattiva, il fruitore poi, scopre nuove dimensioni formali, inedite possibilità figurali.

Alberto Biasi - alcune Opere