albo d'oro

Patrizio

Podini

Fondatore Md S.p.A.
2,75 MILIARDI DI EURO DI FATTURATO NEL 2019​
OLTRE 800 PUNTI VENDITA IN TUTTA ITALIA​
7500 DIPENDENTI
CENTINAIA DI MILIONI DI COLLI MOVIMENTATI ALL’ANNO

A me piaceva sentire quel gelo sulla faccia e correre giù, veloce come il vento: quella della velocità è una sensazione che ho sempre amato. E quando arrivavo primo, perché ero stato il più veloce e il più spericolato, provavo una grande soddisfazione. Mi sentivo libero, potente, senza paura, senza vincoli: io e quel mezzo che ti fa quasi volare, come se avessi le ali. Non c’è nulla di così bello, quando si è soli con se stessi. Mettersi alla prova e vedere fin dove si arriva. 

Patrizio Podini

capitoli

Una famiglia numerosa

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Sono nato a Bolzano nel 1939. Eravamo una famiglia numerosa, come tante ce n’erano a quel tempo. Nove fratelli: sei femmine e tre maschi. Chi nasce oggi difficilmente può immaginare cosa significhi: sempre un vociare, un’animazione, chi va, chi viene, chi scherza, chi si arrabbia. Ma c’era anche un grande calore: non ti sentivi mai da solo, qualcuno ti era sempre vicino. Eravamo una famiglia unita e spensierata.Sono nato quando è scoppiata la seconda guerra mondiale. Dei primi anni non ricordo nulla. Quello che mi è rimasto impresso, invece, diventato più grande, è che noi avevamo il magazzino di alimentari e la casa adiacenti alla stazione di Bolzano. Per un certo periodo tutto andò bene, poi con la guerra tutto cambiò… Per quel che ricordo, mia sorella e il papà portavano sulla bicicletta cibi e vivande per una famiglia di undici persone. E fare questo tragitto per anni, tutte le settimane, è stato sicuramente un impegno molto gravoso. Ecco: sono cose come questa quelle da cui impari veramente. Impari i valori; impari il sacrificio, la solidarietà, l’amore; impari tutto quel che c’è sapere sul mondo e sulla vita, e lo porti con te per sempre, per tutta la vita.

L’infanzia a Bolzano

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Io ero un bambino molto tranquillo, attento. Non combinavo grandi guai. Sì, qualche piccola cosa: come quando con un mio cugino di un anno più grande di me, avevamo cinque o sei anni, abbiamo dato fuoco a una legnaia presso la casa… Da bambini, coi miei coetanei, vivevamo praticamente in una strada adiacente al centro: si giocava a pallone, eravamo i padroni della strada. Non passava una macchina: una, forse, ogni mezz’ora, e quindi quella via leggermente in discesa era per noi il nostro campo sportivo. D’inverno, invece, ne facevamo un campo per slittare, perché la neve aderiva subito sul terreno. A me piaceva sentire quel gelo sulla faccia e correre giù, veloce come il vento: quella della velocità è una sensazione che ho sempre amato. E quando arrivavo primo, perché ero stato il più veloce e il più spericolato, provavo una grande soddisfazione. Mi sentivo libero, potente, senza paura, senza vincoli: io e quel mezzo che ti fa quasi volare, come se avessi le ali. Non c’è nulla di così bello, quando si è soli con se stessi. Mettersi alla prova e vedere fin dove si arriva.

La formazione e l’adolescenza

Riguardo agli anni della mia formazione scolastica non ho ricordi particolari..non ho avuto un grande rapporto con la scuola. L’Ho frequentata ma senza troppa passione. Volevo qualcosa di più. Mi mancava il fare, il mettermi in gioco con la pratica. Non ho una natura contemplativa, io. Anzi, molto pratica: ma volevo imparare a conoscere il mondo lontano dalla mia città, e l’occasione si è presentata quando mi sono trasferito a Vienna e ho vissuto in questa magnifica città per più di un anno… Un anno di Vienna è valso forse come 5 o 10 anni di Italia. Ecco cosa fu davvero importante: quel balzo in un ambiente estraneo e, nella mia percezione di allora, immenso, dove, anche se ti senti sperduto, impari a pensare che sei in grado di farcela da solo. E così impari ad avere fiducia in te stesso e nelle infinite possibilità che offre la vita, se affronti le sue sfide con coraggio.
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Nell’azienda di famiglia

Subito dopo il rientro da Vienna, quando avevo poco più di diciotto anni, ho cominciato subito a lavorare nell’azienda paterna. I miei erano nel commercio da molti anni…

Quando cominciai a lavorare, la nostra era un’azienda di commercio all’ingrosso di prodotti alimentari e coloniali e lì facevo un po’ di tutto: dall’ufficio alla cassa, dai trasporti ai magazzini. Questo approccio così totalizzante mi rese consapevole del fatto che si trattava di un lavoro che potevo e volevo fare. Mi è sempre molto piaciuto. Quindi l’ho fatto sempre con impegno, con dedizione e ho imparato molte cose… A un certo punto tutto è cambiato.

Gli anni sessanta hanno impresso come un’accelerazione a tutte le attività, compresa la nostra. Lavoravo sodo, come ho sempre fatto, e i risultati non tardarono ad arrivare. A metà degli anni Settanta, maturata una notevole esperienza nel settore, acquisii una catena di supermercati a Bolzano ed ebbi modo di sperimentare, tra i primi in Italia, il format del discount, creato e diffuso con successo in Germania già dopo il secondo conflitto mondiale.

Quella del discount era una formula ancora sconosciuta in Italia: la saggiai per qualche anno, ma presto mi resi conto che i tempi non erano ancora maturi. 

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La presidenza di Selex

selex oggi Eccellenze Italiane

Verso la fine degli anni Settanta… cominciarono a notarmi all’interno del Gruppo Selex, la centrale acquisti cui le mie aziende erano collegate; e dal 1982 al 1991, anche in virtù della conoscenza del tedesco, che era lingua di riferimento della centrale europea cui Selex stessa apparteneva, ne divenni presidente, oltre a divenire vice presidente della centrale acquisti europea. Nello stesso periodo conobbi molti imprenditori del gruppo campano Mida e, anche grazie al loro aiuto, dal momento che ero impegnato in Selex e nella gestione delle mie aziende al Nord, potei sviluppare in Campania tutta la rete dei supermercati a insegna A&O e Famila… Poi, nel 1992, arrivò, inaspettata, l’occasione della vita: il gruppo Aspiag mi propose la vendita della catena A&O, fiore all’occhiello della mia attività, e l’affare, dopo laboriose trattative, si concluse positivamente. Motivo per cui lasciai, di lì a poco, anche la presidenza del gruppo che avevo contribuito a far decollare.
Mi presi un po’ di tempo per riflettere: avevo poco più di cinquant’anni. 

1994: la nascita della Lillo S.p.a. e di MD

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Nei primi anni ’90 nel settore della Grande Distribuzione tanti cambiamenti si preannunciavano e tanti erano in corso… Il Sud, con la sua predilezione per le grandi marche, era allora una sorta di terra di nessuno… 

I tempi adesso erano maturi: osservavo il mercato del sud Italia già da qualche anno e il gioco mi sembrava potesse valere la candela. Il mio era, in fondo, un rischio calcolato, anche se stavo per giocare il tutto per tutto… 

Nel 1994 fondai la Lillo Spa insieme ai soci campani del gruppo Mida, del quale avevo conservato una partecipazione: così nacque il marchio MD… Il quartier generale della società venne stabilito in Campania, prima presso il centro direzionale di Napoli e poi, dal ’95 in poi, a Gricignano d’Aversa, in provincia di Caserta, dove fu inaugurato il primo Ce.Di., un grande deposito per la movimentazione della merce. 

Gli inizi

Era il 1994 ed a settembre aprimmo il primo punto vendita a Mugnano di Napoli: altri seguirono in tutto il centro-sud. Particolarmente dolorosi furono alcuni “incidenti di percorso” in cui, nostro malgrado, incappammo… Poi, piano piano, la situazione si normalizzò e oggi posso dire che fummo in grado di affrontare queste situazioni con fermezza e con grande coraggio… È stata una vera epopea. I primi anni non furono per niente facili: la formula discount era diventata per l’industria di marca il nemico da abbattere. E il fatturato di Md, per quanto già rilevante, non compensava ancora l’entità degli investimenti che occorrevano a finanziare un’ulteriore crescita. Così i miei soci di Mida decisero di ritirarsi: era il 1997… Rimasi solo: ma più determinato che mai… E ho continuato a investire: senza timori, assumendomi il rischio e la responsabilità, perché se sei in ballo devi ballare, altrimenti affondi.
Patrizio Podini

Lo sviluppo di MD

L’azienda nel corso del tempo ha continuato a crescere: in appena quattro anni abbiamo inaugurato oltre 100 punti vendita in tutto il Sud Italia. Nel frattempo il mercato, come è normale che sia, ha subito mutamenti fisiologici, che abbiamo seguito con attenzione. Il discount ha assunto una fisionomia più consona alle abitudini di consumo italiane, con l’apertura al fresco, ai servizi di banco, al no food, a qualche prodotto di marca e nel 2000 abbiamo inaugurato anche la formula franchising. Nel 2005, poi, ha preso il via il no food, un settore che l’azienda considera strategico, e sul quale ho investito ottenendo ritorni sempre più interessanti…
E, proprio alla soglia del ventennio di attività, ho realizzato un’operazione davvero importante: nel 2013 si è realizzata l’acquisizione del gruppo Lombardini, titolare dell’insegna Ld Market, con 320 punti vendita in tutto il Nord Italia. Un affare da 150 milioni di euro: e così siamo diventati il secondo player italiano, con una quota di mercato del 15%. Ma non ci siamo cullati sugli allori. Né lo faremo d’ora in poi… Se ripenso alla mia storia, e alla storia di Md, ai sacrifici, alla stanchezza, alla lontananza dalla famiglia, mi dico che non è stato facile… 
Io spero che i nipoti – non dico tutti, perché sette sono troppi – riescano a prendere in mano quest’azienda e a portarla avanti, con l’aiuto dei genitori. E chissà, magari anche con l’aiuto del nonno.

Cav Patrizio Podini Presidente MD S.p.A.

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