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NEL MONDO DELLE ECCELLENZE ITALIANE.

Galà 2019 delle Eccellenze Italiane - Quarta Edizione

Galà delle Eccellenze Italiane: cala il sipario sulla IV edizione. Un altro grande successo firmato Piero Muscari

Il 10 dicembre scorso si è svolta, presso l’esclusivo ristorante La Pergola Rome Cavalieri dello chef stellato Heinz Beck, la IV edizione del Galà delle Eccellenze Italiane, evento ideato, diretto artisticamente e condotto dal giornalista e storytailor Piero Muscari. Alcune novità per questa nuova serata-evento che ha visto la partecipazione, come ogni anno, di ospiti di prestigio cui si legano, come recita il claim del progetto, “storie di coraggio, passione e identità dell’Italia che vale”. Non si è trattato, come nelle edizioni precedenti, di una cena-talk ma l’evento si è svolto prima della cena e ha avuto un tema portante, che cambierà di anno in anno: per questa IV edizione quello del sogno. I primi interventi sono quelli di Danilo Iervolino, Presidente del Gruppo Mutiversity, di cui fanno parte le due università telematiche UniPegaso e Universitas Mercatorum, e del “padrone di casa”, Heinz Beck, uno dei pochi chef tre stelle Michelin in Italia, proprietario di 13 prestigiosi ristoranti sparsi in tutto il mondo. E, a proposito di sogni diventati realtà di eccellenza, proprio grazie al Progetto di Muscari che li ha fatti conoscere, Ievolino e Beck raccontano dell’avventura comune relativa alla scuola di enogastronomia che per Iervolino “rappresenta un unicum in Europa”, dal momento che è collegata con il corso di laurea Scienze turistiche, con il master in Enogastronomia e i vari corsi professional. “Con Heinz è nata una scintilla. Beck crede moltissimo nei giovani, nell’esercizio della tecnica e nel trasferimento dei saperi – continua Iervolino – Io ero convinto che lo facesse a distanza o venisse sporadicamente, invece è sempre il primo, il più puntuale e i ragazzi sono entusiasti”.“La scommessa lanciata da Iervolino con la creazione di questa scuola di cui sono direttore scientifico – dichiara lo chef – andava incontro al mio sentire più profondo dal momento che i giovani sono il nostro futuro. Se noi non riusciamo a formarli in modo professionale, non saranno pronti ad affrontare le sfide che un mondo globale e sempre più competitivo riserva loro. Se il mondo è competitivo, anche noi dobbiamo esserlo, formando dei professionisti che hanno capacità di ‘visione’ ”. È poi la volta di Franco Ricci, pioniere della comunicazione e del marketing del mondo vitivinicolo italiano: fondatore, nel 1998, della rivista Bibenda, rivolta agli appassionati e agli addetti ai lavori, dai sommelier professionisti ai ristoratori, Ricci è anche promotore dell’Oscar del vino, il più importante premio enologico italiano, giunto alla 20° edizione. “Il mio sogno – dichiara Ricci – è formare alla grande cultura del vino. Portare il vino a scuola, cosa che stiamo facendo da due anni, affinché i giovani possano conoscerlo”. Ricci viene premiato dal Cav. Patrizio Podini, patron di MD, uno dei più importanti player della grande distribuzione italiana. Podini che, come fa notare scherzosamente Muscari, “è un giovanotto di 80 anni”, a partire da questa quarta edizione ha, infatti, deciso di sostenere il progetto Eccellenze Italiane aiutando a ricercare, raccontare e premiare una storia che attraverso un testimone privilegiato esprima al meglio il valore del made in Italy e l’eccellenza delle produzioni enogastronomiche nazionali. Podini racconta poi del recente evento ideato e condotto da Piero Muscari al San Carlo di Napoli per festeggiare i 100 anni dell’avventura imprenditoriale della famiglia Podini. “Un bellissima manifestazione – sostiene Podini – a cui hanno partecipato 1200 persone e in occasione della quale abbiamo fatto con Muscari il bellissimo volume “100 anni di Imprese. Storia di una famiglia e di un Paese” che racconta la storia della famiglia insieme alla storia del Paese”. Un altro sogno è quello che ha visto, cinquanta anni or sono, il 20 luglio del 1969, il primo passo dell’uomo sulla luna. Ne parla un altro grande personaggio, Tito Stagno, noto al grande pubblico per la storica diretta, durata oltre 25 ore, di uno degli eventi che ha segnato la storia del XX secolo: la missione dell’Apollo 11. Impossibilitato ad essere presente per problemi di salute (ricordiamo che compirà a breve 90 anni), il giornalista saluta in collegamento i partecipanti del Galà e, con l’umiltà che ha sempre contraddistinto il suo modo di fare, ringrazia il comitato scientifico di Eccellenze Italiane per questo riconoscimento che lo onora perché “tra le Eccellenze Italiane – dice Stagno – hanno voluto indicare me, un telecronista, un semplice produttore di parole”.A premiarlo Lorenzo Fazio, editore e direttore editoriale di “Chiare Lettere”, azionista del giornale ‘Il Fatto Quotidiano’. “Tito Stagno è un esempio grandissimo anche per il giornalismo di oggi – dichiara Fazio – un esempio per tutti i giovani che si accostano a questo mestiere che diventa sempre più difficile perché fare un’informazione libera è un compito che, oltre alla passione, presuppone anche un impegno civile, una responsabilità. 

Grazie di avermi invitato al galà delle Eccellenze, perché qui – continua Fazio –  c’è un’Italia che mi piace, un’Italia che crede nel futuro. Noi abbiamo bisogno di energie nuove, di liberare le energie. Dall’ informazione che abbiamo, il nostro sembra un Paese depresso, senza prospettive. Noi, invece, dobbiamo riuscire a raccontare questa Italia. L’Italia delle eccellenze.”

Michelangelo Tagliaferri, Presidente del Comitato scientifico di Eccellenze italiane, da sociologo della comunicazione fa una riflessione su questa IV edizione del Galà e sul percorso complessivo finora compiuto dal Progetto. “Credo che uno degli aspetti importanti sia quello di dare forma a questo rapporto tra il desiderio e il sogno. Noi stiamo realizzando il futuro che sognava Piero qualche anno fa. Siamo ora quel futuro che è diventato presente. Adesso la cosa bella che ci destina il futuro – prosegue Tagliaferri – è che noi possiamo fare in modo che queste relazioni che vediamo ancora un po’ in embrione diano vita a nuove relazioni… un sogno che diventa un desiderio. E questo desiderio è l’anima della vita”. Orazio Iacono, altro premiato della serata, dal 2017 CEO e Direttore Generale di Trenitalia, dichiara:Dopo 10 anni molto duri, in cui l’azienda è stata risanata, adesso stiamo avendo grandi soddisfazioni. L’arena, adesso è l’Europa. Abbiamo di recente vinto due gare, una nel Regno Unito l’altra in Spagna. Una soddisfazione non solo per noi di Trenitalia, ma per tutto il Paese. È questa l’Italia che deve essere comunicata. Questa è la vera Italia, quella che ha voglia di far accadere le cose”.A premiare Iacono un premiato dello scorso anno, Riccardo Longo, italiano che a Philadelphia ha ricreato “il Gran Caffè L’Aquila” che, distrutto dal sisma in Italia, è stato, per così dire, ricreato in America per far rivivere un’autentica esperienza italiana. “Oltre al ristorante e al bar, esso offre la possibilità di un’immersione enogastronomica, a cadenza settimanale, in oltre 50 diverse città del nostro Paese, per conoscere la storia, il cibo, il vino, la cultura e la lingua dell’Italia per educare a ciò che significa ‘essere italiani’. Gli americani, infatti, e anche gli italo-americani – racconta Longo – sono legati più di noi a un’idea globale dell’Italia, che il particolarismo regionale che contraddistingue gli italiani non è in grado di vedere”.

Sebastiano D’Angelo, Presidente dell’Associazione Ragusani nel mondo, e promotore dell’omonimo Premio, che ha raggiunto il ragguardevole traguardo dei 25 anni, è l’uomo che ha segnalato al Comitato Scientifico di Eccellenze Italiane la storia di Iacono. Nasce per suo tramite, con l’associazione ragusana, un gemellaggio che inaugura una sezione regionale all’interno del progetto Eccellenze Italiane: D’Angelo, infatti, segnalerà di anno in anno una storia di Sicilia. La cantante e autrice Simona Molinari, tra le più apprezzate interpreti e musiciste del panorama musicale italiano, è tra i premiati del mondo dello spettacolo. Nota al grande pubblico per le due partecipazioni, nel 2009 e nel 2013, al Festival di Sanremo, la cantante ha collaborato e duettato con artisti di fama mondiale. Alla domanda di Muscari su come, in tempi di talent, si possa emergere in un panorama fin troppo fitto di nuove proposte, Simona risponde “Forse non seguendo le regole di mercato. Cercando di realizzare il sogno di fare quello che più ci piace. Perché quando una cosa è fatta con amore quella cosa arriva. Avevo il sogno di riportare il swing nelle radio – aggiunge la Molinari – e questo sogno si è avverato. Questa serata la sento particolarmente vera e vicina al mio modo di pensare”. La scelta della cantante è avvenuta su segnalazione della Fondazione Luttazzi, nella persona della vedova del grande Lelio, Rossana, che, assente a causa di altri impegni, invia un messaggio audio nel quale ribadisce la sua stima per un percorso che vede l’artista accomunata al marito da uno speciale fil rouge, l’amore per il jazz, di cui il premio stesso vuole essere espressione.

A premiare Simona la caporedattrice del TG1, Maria Rosaria Gianni, che ribadisce “quanto sia necessario il sogno per fare un mestiere come quello di Simona Molinari, ma anche quello del giornalista. ”

Tuttavia – prosegue la Gianni – i sogni devono essere realizzati, altrimenti sono sterili. E i giovani hanno anche bisogno di incontri, alcuni dei quali particolarmente importanti perché indicano una strada, che nella vita si rivela poi quella giusta.

La sinergia di persone che operano in diversi settore, il fare squadra, come è negli obiettivi del progetto Eccellenze Italiane che ci ha portati qui stasera, affinché le proprie idee possano poi arrivare agli altri…questa è la strada. Ciascuno di noi, in piccolo, deve essere mecenate dei giovani. Altrimenti non ci sono grandi possibilità per il nostro Paese”. La “sezione mondo” del Galà, con la premiazione che il Presidente Danilo Iervolino fa ogni anno nei confronti di una storia di formazione e di cultura d’oltreoceano, apre poi un altro sipario.

La storia premiata è quella di Giuseppe Pezzano, un imprenditore-filantropo calabrese, che ora vive a Seattle, cui si devono molte iniziative di spessore destinate a creare un “ponte” tra gli Stati Uniti e il nostro Paese.

Iervolino, dopo la premiazione, ringrazia Muscari per l’invito al Galà delle Eccellenze “un consesso molto informale, a cui veniamo tutti con grande piacere perché è un momento conviviale, di grande network, in cui si consolida l’amicizia dei partecipanti”.

La penultima storia viene da Padova, segnalata dalla Fondazione Rocco Guglielmo, quella del pittore Alberto Biasi, tra i fondatori del Gruppo Enne, oggi uno dei rappresentanti più noti dell’arte ottico-cinetica in Italia.

Come sottolinea lo stesso Rocco GugliemoBiasi è uno dei più grandi pittori italiani”.

Guglielmo e Biasi spiegano la concezione dell’arte contenuta implicitamente nell’opera del pittore veneto, spiegando alcune delle sue opere come quelle che raffigurano la forma dell’acqua o quella del vento, e che, pur essendo statiche, cambiano a seconda del punto di vista del fruitore. “La qualità degli artisti italiani – sostiene Guglielmo – è riconosciuta in tutto il mondo, mentre la qualità del sistema arte in Italia è in grossa difficoltà perché lo Stato non investe quanto dovrebbe sulla tutela del nostro patrimonio artistico”. Rino Barillari, “The King of paparazzi”, è l’ultimo personaggio a essere premiato. Nel corso della sua attività Barillari ha fotografato non solo star del cinema e dello spettacolo ma, con occhio da artista e da cronista, 50 anni di storia d’Italia: scatti che hanno fatto di lui il fotoreporter più famoso al mondo, pluripremiato e studiato ovunque, persino in Cina.

Il segreto – dice Barillari – è quello di essere libero: non sposato, non fidanzato…24 ore su 24 sei pronto a fare qualsiasi cosa. Stai lì, anche se non conosci il personaggio, e scatti. La guerra è guerra – dice Barillari, con una frase diventata famosa – Paparazzo è la terza parola italiana più conosciuta al mondo, dopo Ferrari e pizza. Tutti si vergognavano di essere chiamati così. Ma scherziamo? È il sogno. E Ringrazio Piero: l’unico che riesce a portare le persone per bene al pubblico – continua il fotografo – A noi non interessa la pubblicità: non è questo. Ma è importante ritrovarsi tutti insieme. Perché insieme possiamo costruire un Paese migliore e diverso”. A consegnare il premio il senior Manager di Canon Italia, Paolo Tedeschi, che fa i suoi complimenti al fotografo ribadendo la stima di cui gode da parte di tutti gli addetti ai lavori.

Al momento della consegna chiamato anche l’artista Silvio Vigliaturo, artista e maestro della fusion glass, cui si devono le preziose sculture in vetro che vengono donate ogni anno a ognuno dei personaggi prescelti.

Infine Muscari sollecita i giornalisti presenti all’evento (Andrea Covotta, Giorgio Belleggia, e anche Ornella Fado, conduttrice considerata dal pubblico americano la portavoce del Made in Italy negli States e ambasciatrice del Progetto Eccellenze italiane in America), che non sono stati ancora sentiti per un’ultima riflessione sulla serata e sul significato del percorso “Non ero mai stato invitato a un premio così importante – dichiara Covotta – Abbiamo visto l’Italia migliore, quella che produce, che dà ricchezza non solo con l’economia, ma anche con la bellezza…Da Molinari a Iacono a Stagno a Barillari a tutti gli altri…una carrellata di ospiti davvero straordinaria!”. “Da quindici anni conduco il programma Brindiamo – dice la Fado – Ho sempre voglia di parlare di eccellenze e di portare il meglio dell’Italia negli States perché ci sono ancora troppi stereotipi da sfatare. Noi domani abbiamo un’importante Press Conference presso la Camera dei Deputati…il ponte tra Italia e America è la comunicazione; una comunicazione che deve essere fatta in modo intelligente. Le eccellenze sono indispensabili per continuare a parlare di Made in Italy in modo corretto”. “E’ stata la prima volta che ho partecipato…una grande manifestazione. Grazie di avermi invitato”: così Giorgio Belleggia, de ‘Il Messaggero’. L’intervento di Amedeo Maffei (motivatore, coach e inventore dell’avveniristica Keope, macchina del benessere pluripremiata e studiata in tutto il mondo), l’uomo che ha portato Andrea Dovizioso a vincere in tutte le competizioni, riserva una sorpresa. “Abbiamo visto artisti, imprenditori, abbiamo ammirato la loro competenza, ma, a proposito di sogni, il motore è un’altra cosa…è un desiderio bruciante, è persistenza, coraggio, decisione, amore, abilità di comprendere i bisogni degli altri, stupore… Questo imprinting  l’abbiamo tutti quando veniamo al mondo – dichiara Maffei – ma i condizionamenti ci limitano. Io ho solo aiutato delle persone a eliminare dei credo errati, dei limiti. I grandi uomini fanno quello che sentono e diventano delle eccellenze. Non bisogna dimenticare il proprio grande sogno. Parlate bene della vita e degli italiani…siamo meravigliosi…”. E da Maffei una sorpresa: a giugno l’appuntamento è a Lecco, a Villa Sirtori, la splendida residenza centro di ricerca e di formazione in cui Maffei invita tutti gli ospiti della serata per un nuovo incontro nell’ambito del progetto Eccellenze Italiane. Il brano ‘In cerca di te’, cantato da Simona Molinari, chiude l’eccezionale serata con i personaggi del Galà 2019, aggiungendo un altro grande pezzo di percorso all’esclusivo viaggio alla scoperta dell’eccellenza italiana, firmato, come sempre, dallo storytailor Piero Muscari.

Tutto le foto e i video dell’evento sulla pagina dedicata alla IV edizione del Galà(clicca qui). La pagina è in costante aggiornamento.

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