In prima linea nell’impegno contro le mafie

Prestigiosi premi e riconoscimenti per l’impegno profuso

Il Piria come polo d’eccellenza e di legalità

Decine tra percorsi formativi, seminari ed eventi

maria rosaria

Mariarosaria Russo

Dirigente scolastica

Vivo la scuola da trent’anni: per me la scuola è missione, passione, verità.
Sono una “maestrina” che tenta di costruire coscienze. Bisogna avere il coraggio delle idee, il coraggio di andare avanti“.

L'Adesione Eccellenze Italiane

L’impegno di Maria Rosaria Russo per il progetto “Eccellenze Italiane”.

La premiazione

La premiazione durante il galà del 13 Dicembre 2017.

La mia infanzia a Reggio Calabria

Reggio Calabria, anni 60

Seconda di tre fratelli, unica figlia femmina, sono nata nel 1965 a Reggio Calabria da genitori di origine campana. Educata all’etica del dovere, dei valori e della responsabilità, conservo bellissimi ricordi della mia infanzia: i miei primi cinque anni di vita sono stati un periodo meraviglioso.

Il trasferimento a Gioia Tauro

Porto di Gioia Tauro

Nel 1970, in seguito alla nomina di mio padre a direttore del Consorzio Agrario, essendo lui un fitoiatra e un fitopatologo, la mia famiglia si trasferì a Gioia Tauro. Ricordo momenti di paura: appena arrivati, nel mese di luglio del 1970, suscitò grande clamore il deragliamento del treno Palermo-Torino: fu una strage. Erano quelli gli anni del terrorismo, delle forze eversive, delle loro connivenze con gli apparati deviati dello Stato (chiaramente di tutto questo ho avuto una visione chiara andando avanti negli anni, mettendo insieme i miei ricordi con quello che andavo apprendendo dai media e dai libri).

Il coraggio della verità

3.il coraggio della verita

Anche allora Gioia Tauro era dominata dalla presenza asfissiante della ‘ndrangheta, tanto che mio padre, appena arrivato, fu più volte minacciato e subì una serie di estorsioni e richieste di pizzo. Immaginarsi una famiglia che arriva con una determinata forma mentis e si scontra con questa realtà. Dopo una decina d’anni, per motivi legati al suo lavoro, mio padre entrò nel vortice dell’usura: era una consuetudine, infatti, che determinati soggetti prendessero dal Consorzio merce senza pagare per cui, per far fronte ai debiti che si erano accumulati, mio padre fu costretto a chiedere l’aiuto di persone poco raccomandabili.

Neanche i miei fratelli uscirono indenni dallo scontro con questa realtà difficile. Negli anni ’90 uno di loro ereditò tutti i debiti di mio padre e dunque anche lui cadde nelle mani degli usurai. L’altro fratello sposò la nipote del boss indiscusso della Piana di Gioia Tauro. Certo non è detto che chi si imparenta con mafiosi sia per ciò stesso mafioso: ci sono tanti pregiudizi, si è spesso anche troppo pronti a puntare il dito…Comunque tutto questo creò nella famiglia una devastazione totale. Il fratello che aveva rilevato i debiti di mio padre divenne addirittura un mago delle truffe e diede vita a un’associazione fraudolenta per rifondere i debiti.

Ecco: da queste circostanze è nata la mia condanna implacabile, pubblica, durante un seminario tenuto nella scuola che oggi dirigo. Non ho difficoltà o pudore nel parlare di queste cose: sin da bambina ho avuto sempre il coraggio della verità e il coraggio di condannare in maniera implacabile, a partire dalla mia stessa famiglia, qualunque comportamento illegale.

Dopo la mia denuncia uno dei miei fratelli ha iniziato a collaborare con le forze dell’ordine: sono molto contenta che lui abbia preso le distanze dal vissuto nel quale era caduto suo malgrado e che abbia deciso, finalmente, di dare una svolta alla propria vita.

Gli studi universitari e l’arrivo a Rosarno

Mariarosaria Russo e studenti Piria

Dopo questa digressione, per spiegare come mi trovo a dirigere una scuola in un luogo come Rosarno, devo tornare indietro, al periodo della scelta universitaria. Inizialmente avrei voluto intraprendere gli studi di Giurisprudenza per entrare poi in Magistratura: ma la Facoltà di Legge prevedeva la presenza obbligatoria e dal momento che non avevo la possibilità economica di rimanere a Messina optai, e questa sarebbe stata la mia seconda scelta, per gli studi classici, quindi scelsi Lettere Antiche. Col tempo l’amore per la cultura classica divenne sempre più forte: furono anni, per dirla alla maniera leopardiana, di “studio matto e disperatissimo”. Mi laureai col massimo dei voti e vinsi diversi concorsi. Dopo anni di insegnamento, superai anche il concorso per dirigente e immediatamente fui convocata dall’Ufficio Scolastico per la scelta della destinazione. Vi erano tante sedi libere – Roma, Fiesole, in provincia di Firenze, solo per citarne alcune – ma in quel momento ci fu come qualcuno a consigliarmi a mo’ di sfida: “Scegli il Piria di Rosarno!”. Non è facile da spiegare… fu come un suggerimento “dall’alto”. Rosarno: questo nome continuava a girarmi in testa… ed eccomi qua! Dimentichiamo troppo facilmente che questa è una terra di nobili origini…la gloriosa Medma magnogreca. Passeggiando in questi luoghi, alziamo la polvere della storia!

L’Istituto di Istruzione Superiore “Raffaele Piria” di Rosarno e la sua offerta formativa

5 -istituto Piria e offerta formativa

Oltre all’Istituto di Istruzione Superiore “Raffaele Piria” di Rosarno, nato dall’aggregazione di tre realtà scolastiche di altissimo livello (il Liceo Scientifico, l’Istituto Professionale e l’Istituto Tecnico Commerciale, con sede a Laureana di Borrello), mi occupo dal 2016 anche dell’Istituto Alberghiero Dea Persefone di Locri. Quando sono arrivata c’erano poche classi:  oggi ne abbiamo 49. Sono stati attivati molti indirizzi e ci impegniamo, inoltre, in numerosi percorsi legati all’alternanza scuola-lavoro: questi ultimi, mirati allo sviluppo delle competenze richieste dal profilo educativo e professionale dei corsi di studi, anche in collegamento con le aziende e le Università, sono spendibili nel mercato del lavoro.

Alta valenza formativa per il futuro occupazionale dei giovani ricopre, poi, il “Polo tecnico professionale Agroalimentare e della Dieta Mediterranea”, ideato e realizzato dall’Istituto “Piria” (capofila), in partenariato con altre scuole ed enti formativi, cui fanno capo 36 aziende e tre Università.

L’offerta formativa proposta dall’Istituto di Istruzione Superiore è ampliata, poi, da numerose iniziative altamente qualificate: dibattiti sulla legalità, rappresentazioni teatrali, il Premio Ippolito, il Premio Nazionale Valarioti-Impastato, rappresentazioni musicali con l’orchestra della scuola stessa, incontri sportivi, volontariato con la comunità di Sant’Egidio, Progetti Erasmus, grazie al quali i nostri studenti vanno all’estero, stage in Italia e fuori dall’Italia.

Un polo d’eccellenza e di legalità

Mariarosaria Russo e studenti

L’Istituto di Istruzione Superiore “Raffaele Piria” è considerato un Polo di Legalità. Sono in tanti a dire che fa pensare a un Campus statunitense: è una scuola aperta, senza barriere; un luogo privilegiato di crescita culturale e umana che riesce ad aggregare gli studenti, promuovendo l’integrazione di quelli più difficili.

Abbiamo ricevuto dal Comune i terreni confiscati alla criminalità organizzata: una concessione di portata storica perché non era mai accaduto qui in Calabria che un complesso di beni fosse trasferito nella disponibilità di un istituto scolastico. In questi terreni (per la cui gestione la Scuola opera in piena sinergia con le Forze dell’Ordine e con il Ministero dell’Interno) si produce l’ “olio della legalità” (intitolato al Giudice “Rosario Livatino” e benedetto da Papa Francesco in occasione della mia nomina ad “Ambasciatrice di Pace”).

Non solo premi

grasso-russo

Come dirigente scolastica e come persona sono onorata e grata di aver ricevuto tanti riconoscimenti. Di alcuni conservo un particolare ricordo. Il Presidente Piero Grasso è stato qui da noi nel 2015, ma ci eravamo già conosciuti nel 2012, quando mi è stato conferito il Premio Nazionale Antimafia Gerbera Gialla. In quell’occasione, proprio la mattina in cui avrei dovuto ricevere il premio, uscì un giornale che a caratteri cubitali titolava: “Premio antimafia shock alla sorella di due detenuti”. Preoccupatissima e imbarazzata  telefonai a un procuratore che conoscevo e lui mi rassicurò, dicendomi di stare tranquilla. Quando venne il momento della premiazione, c’era anche il Ministro dell’Interno Cancellieri, il Presidente Piero Grasso volle farlo personalmente, dimostrandomi tutta la sua vicinanza. Poi il giorno dopo arrivò la rettifica da parte del giornale e fu chiarito che i miei fratelli non erano detenuti ma in attesa di giudizio.

Ho sempre avuto dalla mia il supporto della Questura, della Prefettura, della Procure di Palmi e di Reggio Calabria, delle forze dell’ordine, dall’Arma dei Carabinieri alla Finanza, tutti mi hanno sempre sostenuto, lontano da ogni pregiudizio. Nessun magistrato – e ce ne sono stati tantissimi in questi anni che hanno  fatto lezione ai miei studenti – ha mai provato imbarazzo a starmi accanto o a stringermi la mano.

La scuola che ho sognato

8 -la scuola che ho sognao

Io non vorrei mai, e lo dico con commozione, che i miei studenti attraversassero il tunnel della disperazione come è successo a me. Perché ho conosciuto tutto: la fame, l’umiliazione e, ancora oggi, c’è qualcuno che punta il dito. Eppure è stata questa la mia grande sfida. Trasformare in realtà la scuola che sognavo: far convergere “la scuola aperta”, secondo il metodo educativo della Montessori, con “l’avere a cuore” di Don Milani e il “metodo preventivo” di Don Bosco (secondo il quale in ogni studente, anche quello più disgraziato del mondo, c’è un punto accessibile al bene).

E io voglio credere che il bene esista “a prescindere”. Sono una donna di profonda fede: credo che ci sia lassù qualcuno che ci guida e incastra magicamente tutto. Mi sono ritrovata a vivere in una realtà difficilissima, a partire da quella familiare, e comunque ho sempre mantenuto salda la mia fede, consapevole che in questo momento non mi è dato capire perché è accaduto tutto e se c’è un disegno misterioso al di sopra di me.

Un pensiero per la Calabria

russo icontra don ciotti

Sono fortemente innamorata di questa terra, della città di Rosarno che mi vede ospite da undici anni come dirigente scolastico, e tendo sempre a valorizzare il bello che c’è dentro e fuori rispetto alla criminalizzazione e alla penalizzazione mediatica cui la Calabria è sottoposta. Fa comodo a molti che la Calabria sia vista solo come terra di ‘ndrangheta.

Ma la nostra regione è una terra meravigliosa: vi sono risorse umane, turistiche e archeologiche straordinarie e inenarrabili. Ed è questo il ruolo che ha la mia scuola in questo territorio: quello di valorizzare i talenti. Per me rimanere qui è stata una grande sfida e io ci metto la faccia ogni giorno perché è chiaro che c’è sempre qualcuno pronto a delegittimare, a puntare il dito: lo si fa costantemente perché quando si è persone libere si diventa anche scomodi.

I miei ragazzi

Mariarosaria Russo, Gerbera gialla

Ho un rapporto straordinario con tutti i miei studenti:  li guardo tutti negli occhi e tento di “educĕre”, di “trarre fuori”, secondo l’etimologia del termine educazione, il talento che hanno ma anche il dolore che li attraversa. Ho sempre dedicato la mia vita allo studio, consapevole, alla maniera socratica, di “sapere di non sapere”.

Tutte le generazioni di studenti, alle quali ho dato parte della mia vita, se non l’intera mia esistenza, hanno in comune l’entusiasmo, la volontà di cambiare il presente, di vedere migliorare il futuro.

Io sono fermamente convinta che bisogna fare rete, insieme essere protagonisti, declinare il noi e fare in modo che le speranze e i sogni possano trasformarsi in entusiastiche certezze. Già il fatto che alcuni miei studenti riescano a completare gli studi o, almeno quelli che escono dagli istituti professionali, essere assunti in apprendistati entrando nel mondo del lavoro, è per me una grandissima soddisfazione. Il fatto che sappiano vivere, scegliere, discernere, e che abbiano scelto da quale parte stare, per un dirigente scolastico che non finirà mai di essere docente – in fondo sono un dirigente scolastico alternativo, compagna di viaggio dei miei insegnanti, una “maestrina che tenta di costruire coscienze” – significa moltissimo.

Io vivo la scuola da trent’anni: per me la scuola è missione, passione, verità. La nostra scuola, pur collocata in un posto di frontiera, è un avamposto educativo d’eccellenza, che si sforza di competere con le più titolate agenzie educative italiane ed estere. E che cerca di offrire a tutti i giovani, nessuno escluso, la possibilità di una “chance liberatoria”, per farli essere veramente uomini liberi e responsabili.