Davide Giacaclone
La 48ª puntata di Eccellenze Italiane Podcast nasce dal palco di FEGE – Festival dell’Editoria e del Giornalismo Emergente 2025, a Terni, e rappresenta uno dei momenti più intensi del percorso che conduce verso la prossima edizione del festival, in programma a fine marzo 2026.
Protagonista della giornata è Davide Giacalone, che ha tenuto una lectio magistralis dal titolo provocatorio e potente: “Colpevoli e vincenti”. Un titolo che racchiude una domanda implicita: siamo davvero vittime delle circostanze o spesso scegliamo di esserlo?
Libertà: non uno slogan, ma una responsabilità
Giacalone parte da una riflessione che spiazza la platea: “Per cosa sarei disposto a morire?”. Non è un esercizio retorico. È un invito a comprendere che la libertà di cui godiamo oggi non è un fatto scontato, ma il risultato di scelte radicali compiute da generazioni precedenti.
Richiamando il Risorgimento, la Repubblica Romana, i giovani che hanno combattuto per un’idea di Italia, Giacalone ricorda che il mondo libero in cui viviamo è figlio di chi ha messo in conto la propria vita per un ideale.
E lancia un messaggio chiaro: non siamo ricchi perché siamo liberi, siamo ricchi perché abbiamo conquistato la libertà.
Europa, globalizzazione e cultura del merito
Nel cuore della lectio c’è anche una riflessione sull’Europa e sull’Occidente. Viviamo nell’area del mondo più ricca, più longeva e più tutelata della storia moderna. Eppure, ogni giorno, sentiamo parlare solo di declino.
Giacalone invita a cambiare prospettiva. La globalizzazione ha ridotto drasticamente la povertà estrema nel mondo e ha aperto nuove opportunità. Ma ha anche aumentato la competizione, soprattutto per i giovani.
Oggi la concorrenza non è più il compagno di banco, ma il coetaneo che studia dall’altra parte del pianeta. Ecco perché la scuola dovrebbe essere più esigente, più formativa, meno orientata alla semplice promozione formale.
Il problema non è “superare l’ostacolo”. È capire dove si vuole andare.
Giornalismo, digitale e verità dei fatti
Il talk successivo, arricchito dalla presenza di Piero Marrazzo, entra nel tema dell’informazione.
Tutti hanno diritto alle proprie opinioni, ma nessuno ha diritto ai propri fatti. Alterare i fatti per adattarli alla propria visione non è libertà di parola: è disonestà.
Ampio spazio è dedicato al digitale, alla profilazione algoritmica e al rischio di vivere in “stanze chiuse” dove non siamo più noi a scegliere cosa leggere, ma sono i contenuti a scegliere noi.
Il problema non sono gli influencer – sono sempre esistiti – ma la perdita della capacità critica. Il rischio di trasformare un punto di vista in un pregiudizio, e poi in un dogma.
Le domande degli studenti: la libertà è complessa
Uno dei momenti più intensi della giornata è stato il confronto con gli studenti. Le domande hanno toccato temi delicati: libertà negate, ruolo del giornalismo, questioni etiche come l’eutanasia.
Su quest’ultimo tema, Giacalone offre una riflessione profonda: una cosa è dichiararsi favorevoli in linea di principio, altra cosa è disciplinare per legge una libertà così complessa. La libertà non è mai semplice. È faticosa, richiede responsabilità, tutela dei più fragili e capacità di distinguere tra diritto astratto e applicazione concreta.
Un ponte verso FEGE 2026
Questa puntata non è solo un episodio del podcast. È un passaggio simbolico verso FEGE 2026, che tornerà a Terni a fine marzo, confermandosi luogo di confronto autentico tra generazioni.
La lectio di Davide Giacalone lascia un’eredità chiara: la libertà va compresa, difesa e praticata. Non basta invocarla. Occorre assumersene il peso.
Un invito a uscire dalla cultura dell’alibi e ad abbracciare la responsabilità personale come fondamento della libertà.
La 48ª puntata di Eccellenze Italiane Podcast è disponibile sul canale YouTube di Eccellenze Italiane TV.
