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Silvio Vigliaturo. - Mostra d'arte - Eccellenze Italiane

Da domenica 16 aprile Silvio Vigliaturo sarà il protagonista assoluto di una rassegna d’arte dal tema “Luce e colore, le magie del vetro”.

Per il grande artista calabrese Silvio Vigliaturo si preannuncia un nuovo successo di pubblico e di critica. Da domenica prossima infatti, quello che oggi viene considerato il più eclettico e geniale artista italiano del vetro, sarà il protagonista assoluto di una rassegna d’arte dal tema “Luce e colore, le magie del vetro” che fino al prossimo 11 giugno vedrà alla Casa dell’Artista di Portacomaro una sezione tutta sua, “Una luce attraverso”, e che è in realtà una mostra antologica delle opere più belle di questo “artigiano calabrese” che tratta il vetro come se fosse burro o ancora meglio panna montata per dolci regali.

“È un omaggio all’opera del grande Maestro Vigliaturo -ricorda il giornalista Carlo Cerrato, per lunghissimi anni storico direttore del TG regionale della RAI in Piemonte-, da decenni protagonista sulla scena artistica internazionale autore dell’etichetta dell’annata 2021 di “Laudato”, il vino prodotto dalla Vigna del Papa, offerto tra l’altro a Papa Francesco anche in occasione della recente visita “alle radici” ad Asti e Portacomaro”.

Oggi i capolavori del maestro Silvio Vigliaturo sono in ogni parte del mondo, patrimonio della storia stessa del vetro colorato, alla stregua del grande patrimonio artistico degli antichi vetrai di Murano e della laguna veneta.

Silvio Vigliaturo, la storia

In realtà, la storia di Silvio Vigliaturo è quanto di più affascinante si possa immaginare, perché è storia stessa di emigrazione, un viaggio interminabile dalla Calabria fino in Piemonte in cerca di lavoro, dopo aver tentato in tutti i modi possibili di restare nel suo paese natale, Acri, un grumo di case in provincia di Cosenza, dove allora non c’èra un solo alito di speranza per giovani visionari come lui.

Oggi Silvio Vigliaturo, che è nato appunto ad Acri nel 1949, vive da oltre sessant’anni a Chieri e lavora in una luminosa e centralissima “bottega” ricavata da una delle più antiche filature della città, proprio di fronte all’imponente Duomo gotico, arricchito nel tempo da diverse sue preziose e bellissime vetrate multicolori.Non esiste critico dell’arte del vetro al mondo che non sia venuto a Chieri a vedere e ad ammirare questi gioielli firmati Vigliaturo.

“Come fasci di luce- scrive di lui nel presentare questo evento il giornalista Carlo Cerrato- che, attraverso le vetrate di una cattedrale gotica, scaldano la penombra e svelano a mezz’aria impercettibili corpuscoli sfumati, leggeri e sospesi, alchimie di colori da sabbie remote disegnano universi nell’antica filanda. Mille storie si incrociano nella bottega dei remoti saperi, dove il vetro prende forma e calore, oltre l’apparente gelido immobile distacco”.

Silvio Vigliaturo - mostra Piemonte - locandina

La mostra allestita negli spazi suggestivi della Casa dell’Artista propone una selezione di sculture, tra le quali alcune inedite e alcune tele tra le quali un dipinto inedito in bianco e nero che dà il titolo alla mostra realizzato per l’occasione e ispirato proprio alla figura ed alla missione di pace e fratellanza di Papa Francesco.

“In queste sue opere piene di colori- Carlo Cerrato le descrive in questo modo- spuntano storie di persone che hanno attraversato secoli lasciando segni che raccontano fatica, fede e memoria; prendono forma percorsi tra arte e mestiere in un punto magico dove i luoghi fanno memoria prima ancora dell’uomo protagonista che ha saputo incrociarne i segreti.

Il Duomo antico, dipinti preziosi, le solide arcate, il sapiente gioco di raggi al tramonto. Di fronte, la filanda testimone di lenti passaggi verso il nuovo, dalla bottega alla fabbrica in un luogo creativo e forte, crocevia di commerci e fucina del nuovo, come le tele colorate al gualdo che diventeranno per il mondo: blu di Genova, poi jeans. In mezzo un figlio di migranti, ragazzo di bottega, in una terra che diventerà sua, e poi artista”.

Nel 2006, l’artista è stato testimonial artistico dei XX Giochi Olimpici Invernali di Torino. Nel giugno dello stesso anno, la Città di Acri gli dedica un museo – il MACA (Museo Arte Contemporanea Acri) – che ospita una collezione permanente delle sue opere.

Il percorso si snoda attraverso più di duecento pezzi tra sculture e dipinti. Nel 2010, la Regione Calabria sceglie il maestro quale artista testimonial dell’Expo Shanghai 2010. Nel 2013 si celebrano i cinquant’anni del movimento artistico Studio Glass, nato in America negli anni Sessanta, di cui Vigliaturo è l’unico esponente italiano.

In tale occasione il maestro partecipa alla mostra Contemporary Glass Sculpture presso l’Orlando Museum of Art, che ospita le opere dei più importanti artisti contemporanei del vetro. “In mostra, tra le antiche mura del Ricetto, ritrovi, in piccola parte, tutto il fascino segreto di quel mondo fatto di sabbie magiche e cangianti, granelli incolori che si accendono, in sapienti processi di fusione, delle sfumature più sorprendenti a fissare figure fantastiche, tra sogno e realtà, fisicità e mito, storia e leggenda, quotidianità e poesia”.

Per il grande Silvio Vigliaturo quindi questo di Portacomoro è un trionfo annunciato, l’ennesimo riconoscimento solenne che la sua terra di adozione, il Piemonte, dedica al suo estro geniale, un “principe assoluto dell’arte del vetro” che nelle sue mani diventa opera d’arte e oggetto prezioso.

“Dettagli, forse. Pezzi di racconto preziosi che ti svelano un mondo appena dopo, quando varchi la soglia del regno di Silvio Vigliaturo, nel cuore di Chieri, antica potente terra di tessitori. È qui, nella sua bottega (mai studio, nè laboratorio), che l’artista, da una vita- scrive ancora Carlo Cerrato che lo racconta come se l’artista fosse il fantasma di un genio appartenuto al passato-, gioca con sabbie, pigmenti, cristalli, scompone e ricompone, crea immagini che sono storie, attraverso la luce. Vetro protagonista, ma c’è spazio, eccome, per la tela, genius loci che offre altri spazi, altre praterie narrative”.

Ma di lui Carlo Cerrato ricorda il senso di umanità profonda che pervade la storia più intima di questo grande artista: “Ritrovi in quelle figure fantastiche il senso delle radici mai recise che affondano nella Grecia Antica, echi di racconti omerici e di epici scontri di Amazzoni, armate di scudi multicolori. Poi la musica che tutto avvolge e ripropone echi di altri mari, con omaggi al sax di James Senese o alla chitarra di Jimi Hendrix. E la donna, presenza costante, leggera, a volte appena accennata. Protagonista sempre”. Un testimone del nostro tempo, certamente.

Fonte dell’articolo www.primapaginanews.it.

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