Gioco di squadra ‘governo-cucina italiana di qualità’ per valorizzare e tutelare l’agroalimentare nel mondo. E’ l’obiettivo del Protocollo di intesa siglato mercoledì 15 Marzo, alla Farnesina tra i Ministeri degli Esteri, Politiche agricole e Istruzione, che prevede un ampio programma realizzato in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico, Ice, Coni, Unioncamere e Assocamereestero. Sono sei i Paesi sui quali si concentrerà il programma biennale (Usa, Giappone, Cina, Russia, Emirati Arabi e Brasile), che prevede diverse azioni, dalla settimana della Cucina Italiana organizzata nelle Ambasciate a fine novembre, al Master class per cuochi stranieri per diffondere la dieta Mediterranea, alle 50 Borse di studio per giovani chef italiani under 30 finanziate con 1 milione di euro dal Miur, alle Giornate italiane dedicate alla cucina tricolore promosse dal Coni a partire dai Giochi olimpici di Rio 2016. ”Il mondo ha fame d’Italia e noi rispondiamo con prodotti e cucina di qualità”, ha detto il Ministro Maurizio Martina, nel precisare che il Protocollo si inserisce nel Food act, l’iniziativa del Governo a sostegno del made in Italy lanciata ad Expo, ”perchè promuovere il vero Made in Italy anche con la collaborazione degli chef di fama, significa rafforzare la nostra presenza sui mercati stranieri”. Un’iniziativa molto apprezzata dai numerosi chef presenti alla manifestazione, da Carlo Cracco a Davide Oldani a Cristina Bowerman, pronti a fare squadra per rafforzare l’italianità nel mondo.

Chef capofila, made in Italy nel mondo uniti si vince

Plaude compatto il mondo degli chef la scesa in campo di tre Ministeri per valorizzare insieme la cucina italiana di qualità nel mondo, con un programma di azioni che lo vede protagonista. ”Sarà una festa vera della cucina italiana all’estero che riguarderà tutti coloro che avranno voglia di unirsi al suo grande valore dato, non solo da persone e storie, ma anche dai nostri prodotti”, ha detto Carlo Cracco, nel precisare che le iniziative in programma non sono solamente volte a valorizzare il grande patrimonio nazionale ma anche a tutelarlo. Entusiasta dell’iniziativa Cristina Bowerman, secondo la quale si sta procedendo come promesso nella tabella di marcia inaugurata ad Expo. ”E’ la prima volta che la categoria dei cuochi e degli chef collabora in maniera così intensa con la politica – ha detto la chef – si spera che tutto questo porti ad una differenziazione rispetto al passato; quanto ai nostri prodotti tipici di ogni Regione, abbiamo solo l’imbarazzo della scelta e per questo siamo davvero fortunati; io sono pugliese ma basta parlare dei pomodorini semi secchi, del capitone o delle anguilla e tanti altri…”. ”Quando si fa squadra ci sono molte possibilità di vittoria” ha detto lo chef Davide Oldani che rappresenterà l’agroalimentare del made in Italy a Rio per le Olimpiadi, ”mettendo a confronto le idee dei nostri cuochi e dei nostri produttori l’Italia può mettere in campo le tante potenzialità che ha, esprimendole al meglio; e quindi sì alla cucina italiana fatta non solo di spaghetti ma della totalità della cultura del nostro cibo”.

 Chef Piccini, dobbiamo essere testimonial vero Made in Italy

”Dobbiamo essere i testimonial della vera cucina italiana e del vero prodotto Made in Italy, visto che siamo tanto apprezzati ma anche tanto imitati”. Così Valeria Piccini, chef bistellata del Ristorante Caino (Grosseto), presente oggi alla sigla del Protocollo della valorizzazione della cucina italiana alla Farnesina, nel ricordare i tanti piatti proposti da ristoranti cosiddetti italiani che in Italia non esistono, uno per tutti gli spaghetti alla Bolognese con le polpette di carne. ”L’onore è essere uno degli interpreti della cucina italiana nel mondo – spiega Piccini – l’onere è quella di farla rispettare e comprendere come parte integrante della nostra identità e della nostra cultura”. Secondo la chef toscana, la seconda sfida da vincere è di non lasciarsi surclassare dalle cucine emergenti, come quella dei Paesi Scandinavi o del Sud America; da qui la necessità di mantenere sempre viva la creatività, forti della varietà e della qualità del paniere italiano dei prodotti agroalimentari. Quanto al piatto che più rappresenta l’identità culinaria italiana nel mondo, secondo Piccini, è la pasta fresca. ”Con tutte le sue varietà così diverse per ogni zona d’Italia – conclude la chef – è il ricordo della cucina di famiglia e porta in sé i gesti di sapienza e amore delle nostre nonne e delle nostre mamme, i momenti di festa e di convivialità”.

Fonte: Ansa