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	<title>eccellenze &#8211; Eccellenze Italiane</title>
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	<description>Storie dell&#039;Italia che vale!</description>
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	<title>eccellenze &#8211; Eccellenze Italiane</title>
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		<title>La cucina di Heinz Beck: l’ultima metamorfosi di Mignon</title>
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		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Mar 2018 07:27:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[Alla Pergola dell’hotel Cavalieri di Roma la cucina di Mignon di Heinz Beck. Heinz Beck, storia di Eccellenze Italiane 2016 e membro del nostro comitato scientifico. Clicca qui per conoscere la sua storia. Prodotti mediterranei, leggerezza e digeribilità, tecnica avanzata e sinergie di sala sono i capisaldi di un ristorante totale, capace di rinverdire un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Alla Pergola dell’hotel Cavalieri di Roma la cucina di Mignon di Heinz Beck.</h1>
<h2 style="text-align: left;">Heinz Beck, storia di Eccellenze Italiane 2016 e membro del nostro comitato scientifico. <a href="https://www.eccellenzeitaliane.eu/heinz-beck/">Clicca qui</a> per conoscere la sua storia.</h2>
<figure id="attachment_15410" aria-describedby="caption-attachment-15410" style="width: 415px" class="wp-caption alignleft"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-15410" src="https://www.eccellenzeitaliane.eu/wp-content/uploads/2016/06/HEINZ-BECK-3.jpg" alt="heinz-beck-la pergola" width="415" height="416" title="La cucina di Heinz Beck: l’ultima metamorfosi di Mignon 1 Eccellenze Italiane" srcset="https://www.eccellenzeitaliane.eu/wp-content/uploads/2016/06/HEINZ-BECK-3.jpg 800w, https://www.eccellenzeitaliane.eu/wp-content/uploads/2016/06/HEINZ-BECK-3-300x300.jpg 300w, https://www.eccellenzeitaliane.eu/wp-content/uploads/2016/06/HEINZ-BECK-3-100x100.jpg 100w, https://www.eccellenzeitaliane.eu/wp-content/uploads/2016/06/HEINZ-BECK-3-600x600.jpg 600w, https://www.eccellenzeitaliane.eu/wp-content/uploads/2016/06/HEINZ-BECK-3-150x150.jpg 150w, https://www.eccellenzeitaliane.eu/wp-content/uploads/2016/06/HEINZ-BECK-3-768x768.jpg 768w" sizes="(max-width: 415px) 100vw, 415px" /><figcaption id="caption-attachment-15410" class="wp-caption-text">Sala di &#8220;La pergola&#8221; di Heinz Beck</figcaption></figure>
<p>Prodotti mediterranei, leggerezza e digeribilità, tecnica avanzata e sinergie di sala sono i capisaldi di un ristorante totale, capace di rinverdire un mito della cultura romantica.</p>
<figure id="attachment_15416" aria-describedby="caption-attachment-15416" style="width: 403px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class="wp-image-15416" title="capasanta affumicata - piatto della cucina di Heinz Beck" src="https://www.eccellenzeitaliane.eu/wp-content/uploads/2016/06/HEINZ-BECK-9.jpg" alt="piatto della cucina di Heinz Beck" width="403" height="444" /><figcaption id="caption-attachment-15416" class="wp-caption-text">Capasanta affumicata</figcaption></figure>
<p>Potrebbe essere considerata l’ultima metamorfosi di <strong>Mignon</strong>, la cucina di <strong><a href="https://www.eccellenzeitaliane.eu/heinz-beck/">Heinz Beck</a>.</strong> Se è vero che la goethiana canzone di Mignon (“Kennst du das Land wo die Zitronen blühen”) è il manifesto di una nostalgia tedesca per il Belpaese, che ha conosciuto innumerevoli manifestazioni negli ultimi tre secoli, da Nietzsche a Gottfried Benn, passando per Joseph Beuys: quasi un motore creativo a energia solare. Non si spiega altrimenti il fascino tutto particolare di una cucina dove il Mediterraneo, mai posseduto né dato per scontato, diventa poesia e desiderio dell’altro. Lo sguardo chiaro e la tecnica ineccepibile nel protendere il piatto come un obiettivo fotografico. “Dahin”, laggiù, come ripete la ragazzina.</p>
<p>Il nuovo viaggio in Italia di <strong>Heinz Beck</strong> dura dal 1994, quando il cuoco trentenne di Friedrichshafen ha posato piede per la prima volta sotto le Alpi, senza parlare una parola di italiano. La sua formazione, dopo l’alberghiero a Passau e il master presso la scuola di Altötting, si era svolta quasi tutta in patria, a Monaco presso un catering stellato, a Friburgo quale chef de partie del Colombi Hotel e soprattutto presso il leggendario Tantris di Heinz Winkler, nelle vesti di secondo e pasticciere. Era la casa di una cucina francesizzante, moderna secondo gli standard del tempo, teutonica per solidità, tecnica e rigore. Poi il Tristan di Mallorca e il Residenz di Aschau, sempre in qualità di sous-chef.</p>
<p>“A Roma ho cercato di ambientarmi, mangiando nei ristoranti tipici e studiando i libri di cucina. Ma non è così che si sviscera una gastronomia. Per capire cosa fosse l’italianità ho dovuto aspettare di conoscere mia moglie Teresa, che è siciliana. Perché il sapore passa sempre attraverso la famiglia e l’affetto. Oggi faccio una cucina d’autore con influenze italiane, qualcosa che fa parte della forma mentis di un popolo come il mio, avvezzo alle contaminazioni per mancanza di frontiere naturali. Ed è in continua evoluzione: in questo momento sto lavorando a 15 piatti nuovi. Non smettiamo mai di ricercare prodotti di qualità, da elaborare con tecniche e cotture nuove, in cerca di equilibri diversi. Ad esempio, gli ortaggi di un’azienda biodinamica del Reatino o le erbe di una signora dei Castelli. Perché quando conosci il produttore, vai sul sicuro”.</p>
<p>Lo testimonia il laboratorio che affianca la vasta cucina, con la sua parata di tecnologie che mette sull’attenti i cuochi: tre liofilizzatori (“perché uno non bastava, ma ci sono voluti tre anni per ricavarne il primo piatto”), la centrifuga ad alta velocità, il distillatore a rotazione, l’estrattore, il Gastrovac, utile per non disperdere i nutrienti in cottura grazie alle basse temperature… Fra i focus della cucina infatti c’è la salubrità, approfondita con l’aiuto di professori e dottori. “Perché se è vero che siamo quello che mangiamo, abbiamo il dovere di dare al nostro organismo ciò di cui necessita. Ne tengo conto al momento di modulare il crescendo del menu degustazione, in modo che risulti equilibrato e leggero. Perché ogni pasto finisce il giorno dopo, quando si è digerito”. Senza dimenticare lo scarto zero: i ritagli nella pancia dei macchinari si convertono in polveri, basi di salse o fragranti meringhe salate. “Ma non faccio cucina molecolare: uso più la fisica della chimica, cioè degli additivi. E non manca la padella per tante preparazioni, in cui cerco sempre il punto di coincidenza fra curva organolettica e nutrizionale. Durante il servizio non sto al passe, ma mi sposto, manteco una pasta, controllo una cottura, finisco una salsa”.</p>
<p>Prodotti, Tecnica, Salute: ma ad assicurare la stabilità del ristorante è l’ultimo vertice, chiamato “servizio”. La brigata, fra le più celebrate d’Italia, è guidata dal direttore <strong>Simone Pinoli</strong> e dal sommelier Marco Reitano, che amministra una carta ricca di 3600 referenze, costruendo percorsi di abbinamento ad hoc sui desideri degli ospiti. Né mancano le finiture al tavolo, compreso il trancio al guéridon, che crea l’occasione per raccontare meglio il piatto.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Fonte: Reportergourmet.com</em></p>
<p style="text-align: right;"><em><a href="http://reportergourmet.com/86823/la-cucina-di-mignon-heinz-beck-alla-pergola-dellhotel-cavalieri-di-roma.html" target="_blank" rel="noopener">Clicca qui</a> per leggere l&#8217;articolo completo</em></p>
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		<title>Birra made in italy: boom all&#8217;estero</title>
		<link>https://www.eccellenzeitaliane.eu/birra-made-in-italy-boom-allestero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2018 16:22:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Vini e Distillati]]></category>
		<category><![CDATA[birra artigianale italiana]]></category>
		<category><![CDATA[birra italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[Boom all&#8217;estero per la birra artigianale italiana La Birra artigianale Made in Italy spopola all’estero. Nell’ultimo anno infatti  la birra artigianale italiana sta segnando un discreto ‘boom’ all’estero, in particolare in Gran Bretagna. Il Regno Unito, che vanta l’ottava produzione di birra al mondo, è il primo paese al mondo per birrifici artigianali pro capite (ce ne sono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Boom all&#8217;estero per la birra artigianale italiana</h1>
<p>La Birra artigianale <strong>Made in Italy</strong> spopola all’estero. Nell’ultimo anno infatti  la birra artigianale italiana sta segnando un discreto ‘<strong>boom’ all’estero</strong>, in particolare in Gran Bretagna.</p>
<p>Il Regno Unito, che vanta l’ottava produzione di birra al mondo, <strong>è il primo paese al mondo per birrifici artigianali pro capite</strong> (ce ne sono 25 ogni milione di abitanti) ed è il quinto esportatore di birra a livello globale. Eppure, nei primi otto mesi del 2017, ha importato birra italiana (in fusti e bottiglie) <strong>per quasi 40</strong><strong> milioni di euro</strong>.</p>
<p>In questo dato, la <strong>birra in fusto</strong> copre quasi 9 milioni di euro, mentre si registra un vero e proprio<strong> decollo della birra in bottiglia</strong>, che ha superato i <strong>30 milioni di euro </strong>di volume di affari e segna una <strong>crescita del 7,3%</strong> rispetto allo stesso periodo di un anno prima. Una buona notizia, questa, per i tanti <strong>birrifici e microbirrifici artigianali</strong> sparsi per l’Italia, spesso giovani imprese, che si danno da fare per proporre <strong>qualità e gusto ricercato</strong>.</p>
<p>Queste piccole case di produzione, per esportare all’estero, devono attrezzarsi per affrontare le difficoltà legate a <strong>logistica, burocrazia e normative</strong>. Eveho Group, un’azienda di consulenza strategica per l’export di impresa e l’internazionalizzazione, racconta ad esempio il caso di due birrifici artigianali che stanno vincendo la scommessa, <strong>Blackswan Brewery </strong>di Settimo Milanese e il <strong>Birrificio Balabiòtt </strong>di Domodossola.</p>
<p>Entrambe sono aziende attive da pochissimo. <strong>Blackswan Brewery</strong> è operativa dal novembre 2016 e ha trovato nell’export la propria dimensione ideale, come spiega <strong>Simone Tumbarello</strong>, fondatore e head brewer: “Siamo proiettati verso l’esportazione perché veniamo tutti da esperienze internazionali. Questo ci ha portato a lavorare molto all’estero, con il desiderio di rimanere in un contesto multiculturale e di portare fuori il nostro prodotto, che peraltro è più affine a un palato ‘non italiano’, anche per la scelta di utilizzare <strong>malti e luppoli stranieri</strong>“.</p>
<p>Per il <strong>Birrificio Balabiòtt</strong> “<em>sarebbe stato impensabile per una realtà poco strutturata come la nostra affrontare l’export senza un partner serio e affidabile- </em>spiega <strong>Michele Borsotti</strong>, uno dei due soci del birrificio attivo dal 2014 -.<em> Se il discorso doganale è risolvibile grazie alle associazioni di categoria, abbiamo avuto bisogno di qualcuno a cui affidarci per la gestione logistica e per individuare dei referenti all’estero</em>”.</p>
<p>“<em>Molto spesso- </em>conclude Francesco Mancuso, ceo di Eveho Group-<em> i birrifici artigianali sono realtà piccole, che possono non sentirsi pronte per affrontare il mercato straniero e i necessari accorgimenti a livello di logistica, normativa e fiscalità. Per questo noi cerchiamo di individuare le <strong>eccellenze</strong> del settore e sostenerle”.</em></p>
<p style="text-align: right;"><strong>FONTE: <a href="http://www.dire.it/20-02-2018/175849-il-regno-unito-impazzisce-per-la-birra-artigianale-made-in-italy/" target="_blank" rel="noopener">Dire.it</a></strong></p>
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		<item>
		<title>Fondazione Cologni Mestieri Arte e Fondazione Exclusiva insieme per la promozione dell&#039;artigianato</title>
		<link>https://www.eccellenzeitaliane.eu/fondazione-cologni-mestieri-arte-e-fondazione-exclusiva-insieme-per-la-promozione-dellartigianato-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jan 2018 10:16:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[eccellenze]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Exclusiva]]></category>
		<category><![CDATA[giovani talenti]]></category>
		<category><![CDATA[manifattura]]></category>
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					<description><![CDATA[Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte e Fondazione Exclusiva insieme per la promozione dell&#8217;artigianato e la valorizzare e sostenere i talenti della manifattura. Anche se potrebbe sembrare strano e sorprendente, ma in un mercato globale che corre velocissimo verso l’internet delle cose, il lavoro artigiano contribuisce molto e capillarmente ai processi produttivi nell’ambito del design, coinvolgendo sia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte e Fondazione Exclusiva insieme per la promozione dell&#8217;artigianato e la valorizzare e sostenere i talenti della manifattura.</h1>
<p>Anche se potrebbe sembrare strano e sorprendente, ma in un mercato globale che corre velocissimo verso l’internet delle cose, il<strong> lavoro artigiano contribuisce molto e capillarmente ai processi produttivi nell’ambito del design</strong>, coinvolgendo sia i grandi <em>player</em> del lusso che le piccole imprese. Se in passato questo fenomeno, da sempre caratteristico della realtà italiana, è stato letto come indice di una mancata modernizzazione dei processi produttivi, oggi, invece, può rappresentare una <em>chance</em> di ripresa e aprire nuovi scenari professionali per i giovani designer.<br />
Si riscontra infatti un&#8217;attenzione diffusa e crescente per i <strong>mestieri d’arte italiani,</strong> per le arti applicate e per una progettualità che tiene conto, quando non nasce direttamente da una collaborazione a quattro mani, dell’attività dell’artigiano. Si riscoprono i mestieri dell’arte perché è proprio il saper fare dell’artigiano che ha acquistato nuovamente rilevanza nella produzione e nel progetto.<br />
<strong>Cresce la difficoltà di tutelare il made in Italy</strong> perché sempre più sfuggente è la sua definizione e sempre più articolata la realtà produttiva, che vede spesso un prodotto realizzato, addirittura progettato, fuori dai nostri confini, portare l’etichetta italiana. Il <em>know-how</em> del maestro è, allora, centrale nell’identità di importanti brand italiani e il lavoro artigiano diventa la chiave per rileggere il made in Italy di successo, per comprendere <em>l’unicum</em>che esso rappresenta nel panorama mondiale.<br />
In uno scenario complesso come l’attuale, questa direzione sembra presentare nuove prospettive occupazionali, verso cui orientare percorsi formativi. <strong>Il futuro, e già il presente, della professione di designer, potrebbe essere in questa fruttuosa interazione con l’artigianato</strong>. Da un lato il designer si affida al saper fare e all’“intelligenza della mano” del maestro, dall’altro il giovane artigiano sposa l’innovazione, coniuga antico saper fare con tecniche e idee moderne, <strong>riproduce con strumenti nuovi, il segno della mano</strong>.<br />
Cambia il linguaggio e la professione si apre a possibilità inesplorate, che vedono sia il ritorno ai mestieri dell’arte, all’esercizio esperto di tecniche su materiali tradizionali, ma anche innovativi, come il carbonio, sia il nascere di una<strong> nuova</strong> <strong>interpretazione del designer come artigiano digitale</strong>, in grado di padroneggiare strumenti hi-tech per replicare l’atto manuale, per dare al progetto quel tocco di personalità e unicità che rende riconoscibile e desiderabile il prodotto di design italiano.<br />
È in questa direzione che si muovono alcuni interventi che realizzano importanti opportunità di formazione e di visibilità per i giovani designer.<strong> La Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte</strong> <strong>ha recentemente siglato a Roma un progetto in partnership con Fondazione Exclusiva, che ha l’obiettivo di valorizzare e sostenere i talenti della manifattura</strong>. <strong>Il programma “Repertorio dei Talenti”</strong> prevede la creazione di un <em>network</em> digitale di maestri d’arte con l’obiettivo di mettere in luce le radici culturali e geografiche di una maestria, spesso circoscritta al territorio di appartenenza, e valorizzarne la capacità di innovazione.<br />
<strong>Due le istituzioni promotrici nel progetto</strong>, impegnate per loro dna nella promozione dei giovani talenti: la <a href="http://www.fondazionecologni.it/it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte</a> con sede a Milano, che opera dal 1995 per sostenere l’artigianato d’arte italiano e per far luce sulle <strong>eccellenze</strong>, auspicando un «<em>nuovo Rinascimento</em>» dei mestieri d’arte, e la <a href="http://www.fondazioneexclusiva.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fondazione Exclusiva</a>, con sede a Roma, impegnata dal 2015 nel promuovere la creatività e la cultura del bello con una attenzione particolare al campo dell’interior design e della decorazione.<br />
<strong>Fare rete </strong>anche<strong> per mettere in dialogo fra loro i maestri d’arte</strong>, che risentono significativamente dell’isolamento, così come dell’assenza di confronto con il mondo delle aziende e con i talenti emergenti. Una parte considerevole del progetto è, infatti, rivolta ai giovani e alla loro formazione: gli apprendistati retribuiti consentiranno ai designer emergenti di “andare a bottega” dal maestro artigiano, per acquisire quella abilità che, non trasmessa, andrebbe perduta.<br />
<strong>Il design riscopre l’alta manifattura</strong>. All’ultima edizione di <a href="http://operae.biz/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Operæ</a>, la fiera del design indipendente conclusasi a novembre al Lingotto di Torino, ha riscontrato interesse<strong> il progetto “Piemonte Handmade”, che vedeva figure note del design storico italiano progettare insieme ai maestri italiani</strong> – è il caso della collaborazione fra <strong>Andrea Branzi</strong> e gli artigiani della <strong>Coltelleria Collini</strong>,  che ha permesso di realizzare una linea di posate in ferro battuto dall’aspetto esplicitamente primitivo -, oppure giovani ma affermati designer elaborare una seduta – come <strong>Elena Salmistraro</strong> in tandem con gli artigiani di <strong>Trakatan</strong>, laboratorio di pelletteria di lunga tradizione – che sfrutta tutta la versatilità della pelle.<br />
<strong>Proposte che portano l’artigianato di qualità al centro del progetto e l’attività del designer all’acquisizione di nuove competenze</strong>.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Fonte: <a href="http://ilgiornaledellarchitettura.com/web/2018/01/15/i-designer-del-futuro-gli-artigiani/" target="_blank" rel="noopener">il giornale dell&#8217;architettura</a></strong></p>
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		<title>Made in Italy, 92% delle nostre eccellenze viene dai piccoli comuni</title>
		<link>https://www.eccellenzeitaliane.eu/made-in-italy-92-delle-nostre-eccellenze-viene-dai-piccoli-comuni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jan 2018 07:36:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[cibo italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Coldiretti]]></category>
		<category><![CDATA[eccellenze]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Symbola]]></category>
		<category><![CDATA[piccoli comuni]]></category>
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					<description><![CDATA[Made in Italy, Coldiretti e Fondazione Symbola: “il 92% delle nostre eccellenze viene dai piccoli comuni” Coldiretti e Fondazione Symbola hanno presentato &#8211; a Roma, a Palazzo Rospigliosi, in occasione dell’apertura dell’anno nazionale del cibo italiano nel mondo- lo studio ‘Piccoli comuni e tipicità’:  “Il 92% delle produzioni tipiche nazionali nasce nei comuni italiani con meno di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Made in Italy, Coldiretti e Fondazione Symbola: “il 92% delle nostre eccellenze viene dai piccoli comuni”</h1>
<p><strong>Coldiretti </strong>e<strong> Fondazione Symbola</strong> hanno presentato &#8211; a Roma, a Palazzo Rospigliosi, in occasione dell’apertura dell’anno nazionale del cibo italiano nel mondo- lo studio ‘Piccoli comuni e tipicità’:  “<strong>Il 92% delle produzioni tipiche nazionali nasce nei comuni italiani con meno di cinquemila abitanti</strong>“.</p>
<p>“Il rapporto- spiega una nota- vuole raccontare<strong> un patrimonio enogastronomico del Paese custodito fuori dai tradizionali circuiti turistici</strong>, che potrà ora essere finalmente valorizzato e promosso grazie alla nuova legge n.158/17, a prima firma Realacci, con misure per la valorizzazione dei Piccoli Comuni”.</p>
<p>“Un sistema virtuoso che- si legge- <strong>rappresenta ben il 69,7% dei 7977 comuni italiani e in cui vivono poco piu’ di 10 milioni persone</strong>. Il Piemonte è la regione con il maggior numero di Piccoli Comuni (1067) seguito dalla Lombardia (1055) e dalla Campania (338) ma in percentuale la piu’ alta densità di centri sotto i 5mila abitanti sul totale regionale è in Valle d’ Aosta (99%) e Molise (92%)”.</p>
<p>“Ben 270 dei 293 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp) italiani riconosciuti dall’Unione Europea- prosegue il comunicato- <strong>hanno a che fare con i Piccoli Comuni</strong> che, nel dettaglio, garantiscono la produzione di tutti i 52 formaggi a denominazione, del 97% dei 46 olii extravergini di oliva, del 90% dei 41 salumi e dei prodotti a base di carne, dell’89% dei 111 ortofrutticoli e cereali e dell’85% dei 13 prodotti della panetteria e della pasticceria.<strong> Ma grazie ai piccoli centri è garantito anche il 79 per cento dei vini più pregiati</strong> che rappresentano il <strong>Made in Italy</strong> nel mondo”.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Fonte: <a href="http://www.eccellenzeitaliane.tv/made-in-italy-92-delle-nostre-eccellenze-viene-dai-piccoli-comuni/" target="_blank" rel="noopener">Eccellenze italiane.tv</a></strong></p>
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		<title>Amarelli, il tempio della liquirizia made in Italy in FICO</title>
		<link>https://www.eccellenzeitaliane.eu/amarelli-il-tempio-della-liquirizia-made-in-italy-in-fico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Dec 2017 08:46:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[Amarelli]]></category>
		<category><![CDATA[biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[eccellenze]]></category>
		<category><![CDATA[eccellenze gastronomiche d’Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Fico]]></category>
		<category><![CDATA[liquirizia]]></category>
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					<description><![CDATA[Amarelli, il tempio della liquirizia made in Italy fra i 40 laboratori di produzione in FICO a Bologna. Fico il più grande parco al mondo sulla biodiversità agroalimentare italiana, ha aperto a Bologna il 4 ottobre 2017. FICO rappresenta la più grande occasione di incoming internazionale per l’agroalimentare italiano perchè si racconta la storia che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Amarelli, il tempio della liquirizia made in Italy fra i 40 laboratori di produzione in FICO a Bologna.</h1>
<p><strong>Fico</strong> il più grande parco al mondo sulla biodiversità agroalimentare italiana, ha aperto a Bologna il 4 ottobre 2017.<br />
<strong>FICO </strong>rappresenta la più grande occasione di incoming internazionale per l’agroalimentare italiano perchè si racconta la storia che c’è dietro ogni cibo e quel “saper fare” fra coltivazione e trasformazione che ha valorizzato l’incredibile biodiversità italiana.</p>
<p><strong>Amarelli</strong>, la più Antica Fabbrica di <strong>liquirizia </strong>al mondo ha pensato già dal 2001 a raccontare attraverso il Museo la storia affascinante della liquirizia e di un territorio. In <strong>FICO</strong> sarà ricreata la “casa di vetro”, un luogo in cui assaporare, imparare con i laboratori dedicati, divertirsi e acquistare le tradizionali e le nuovissime ricette.<br />
In FICO ogni giorno un esperto caramellaio guiderà i visitatori attraverso un dolce viaggio che racconta l’origine della pianta della liquirizia. Ma anche dello zucchero e delle sue proprietà. Un modo per conoscere i processi di lavorazione con cui si arriva dal bastoncino di radice grezzo al prodotto finito. E dalla zucchero e acqua alla caramella. Dietro il “vetro” la coinvolgente e colorata lavorazione in real time e a mano della caramella. Per terminare poi in una golosa degustazione.</p>
<p>Due volte a settimana il laboratorio apre agli ospiti, a chi vorrà sperimentare e creare la propria caramella. All’interno del laboratorio il capo caramellaio insegnerà tecniche base, ciascuno con la propria postazione e gli strumenti del mestiere.<br />
Bologna, un weekend alla scoperta delle Fabbriche di FICO.</p>
<p>Lungo il percorso nel Parco agroalimentare più grande del mondo, i visitatori avranno l’occasione di scoprire la produzione dei cibi di alta qualità. Si comincia dalla filiera del latte, con l’esperienza della mungitura delle vacche. si prosegue con la visita alla Centrale del Latte, dove Granarolo mostrerà in diretta come si producono, oltre al latte, le mozzarelle e lo yogurt.</p>
<p>Successivamente si potrà assistere alla produzione dello Squacquerone (presso il Caseificio Valsamoggia). E del Grana Padano. E ancora la filiera dei cereali, partendo dalla macinatura del grano tenero nel Molino a pietra di Molino Grassi. Fino alla cottura del pane a cura del Forno Calzolari, che per l’occasione sfornerà il pane del mese a base di nocciole e farina di castagna.</p>
<p>La visita alla filiera dei cereali proseguirà con la tipica pasta fresca emiliana di Sfogliamo e si concluderà con la pasta secca all’uovo di La Campofilone. Il percorso terminerà nella zona delle fabbriche dei dolci italiani, dove sarà possibile assistere alla produzione di quattro golose<strong> eccellenze</strong>. Dal gelato artigianale di Carpigiani ai biscotti e panettoni Balocco. Dalle caramelle toscane di Fallani alla liquirizia calabrese di Amarelli. Un’occasione unica per conoscere le<strong> eccellenze gastronomiche d’Italia</strong>. Grazie alle Fabbriche di Fico il sogno del viaggio attraverso l’arte manifatturiera dei prodotti sarà finalmente realtà.</p>
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		<title>Pegaso tra le eccellenze di Panorama d’Italia</title>
		<link>https://www.eccellenzeitaliane.eu/pegaso-tra-le-eccellenze-di-panorama-ditalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Nov 2017 12:30:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca e Sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[Danilo Iervolino]]></category>
		<category><![CDATA[eccellenze]]></category>
		<category><![CDATA[Eccellenze a confronto]]></category>
		<category><![CDATA[Panorama d’Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Università Telematica Pegaso]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Università Telematica Pegaso tra le eccellenze di Panorama d’Italia venerdì 10 Novembre con &#8220;Eccellenze a confronto&#8221; Si terrà il dibattito su &#8220;Eccellenze a confronto&#8221; venerdì 10 novembre alle ore 10, presso la Sala Consiliare della Camera di Commercio di Caserta in via Roma 75. L’incontro, moderato dal direttore di Panorama, Giorgio Mulè, rientra nel programma della tappa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><b>L&#8217;Università Telematica Pegaso tra le eccellenze di Panorama d’Italia venerdì 10 Novembre con &#8220;Eccellenze a confronto&#8221;</b></h2>
<p>Si terrà il dibattito su &#8220;<em>Eccellenze a confronto</em>&#8221; venerdì 10 novembre alle ore 10, presso la Sala Consiliare della Camera di Commercio di Caserta in via Roma 75. L’incontro, moderato dal direttore di Panorama, <strong>Giorgio Mulè</strong>, rientra nel programma della tappa di Panorama d’Italia dedicata alla “Terra di Lavoro”. A presentare le potenzialità del territorio saranno: <strong>Luigi Carrino</strong>, presidente del Distretto Aerospaziale della Campania;  <strong>Emiliano Casale</strong>, assessore alle Attività produttive del Comune di Caserta; <a href="https://www.eccellenzeitaliane.eu/danilo-iervolino/"><strong>Danilo Iervolino</strong></a>, presidente dell’Università Telematica Pegaso; <strong>Clelia Mazzoni</strong>, professore ordinario di Economia e Gestione delle Imprese presso l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli; <strong>Luciano Morelli</strong>; amministratore delegato di Ecobat spa; <strong>Paolo Pascale</strong>, chief executive officer di Tecnam; <strong>Diego Pirolo</strong>, responsabile dell’Unità Contatore digitale di Enel; <strong>Pier Maria Saccani</strong>, direttore del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop; <strong>Giancarlo Tammaro</strong>, responsabile del Coordinamento Prodotti e Servizi della Direzione Regionale Campania, Basilicata, Calabria e Puglia Intesa Sanpaolo.“</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" src="http://ctrl-c.cc/?TJUJCLQKDm9mxJZmElGl4J1mDMnI0i5lqGCJmJbHBjqG4gakkjCMuK9LQltK6mdHJHpIzl9mDLCMSh4k9m2kGLembIzk3j7k1jpJSjQjMizG2h1lsHtHAHBj4JzH0l3jJmLkclYmslfkOl3gIILHPIQJMhVmlfLL0kukIk3k1K9lKkBH0j1eBOpo0Xt7M391" alt="Eccellenze Italiane" width="1" height="1" border="0" title="Pegaso tra le eccellenze di Panorama d’Italia 3 Eccellenze Italiane"></p>
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		<title>Sol&#038;Agrifood 2017: dal 9 al 12 aprile</title>
		<link>https://www.eccellenzeitaliane.eu/solagrifood-2017-dal-9-al-12-aprile-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Mar 2017 13:52:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[eccellenze]]></category>
		<category><![CDATA[olio]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Golosario]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti tipici italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Sol&Agrifood 2017]]></category>
		<category><![CDATA[Verona Fiere]]></category>
		<category><![CDATA[Vinitaly]]></category>
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					<description><![CDATA[Agrifood 2017: dal 9 al 12 aprile  il salone che spiega ai buyer esteri i prodotti tipici italiani Confermato il Premio Golosario, per premiare le eccellenze emergenti dell’agroalimentare presenti in fiera. In concomitanza con Vinitaly dal 9 al 12 aprile si svolgerà Sol&#38;Agrifood 2017, il Salone internazionale dell’agroalimentare di qualità di Veronafiere (www.solagrifood.com). Il salone è un modello [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">Agrifood 2017: dal 9 al 12 aprile  il salone che spiega ai buyer esteri i prodotti tipici italiani</h2>
<h3 style="text-align: center;">Confermato il Premio Golosario, per premiare le eccellenze emergenti dell’agroalimentare presenti in fiera.<br />
<span class="s1">In concomitanza con Vinitaly dal 9 al 12 aprile si svolgerà<strong> Sol&amp;Agrifood 2017</strong>, il Salone internazionale dell’agroalimentare di qualità di Veronafiere (<strong><a href="http://www.solagrifood.com" target="_blank" rel="noopener">www.solagrifood.com</a></strong>). </span></h3>
<p class="p1"><span class="s1">Il salone è un modello di rassegna interattiva grazie all’opportunità che offre di sperimentare i prodotti degli espositori con cooking show, educational e degustazioni. Le merceologie maggiormente rappresentate sono l’olio extravergine di oliva, la pasta e i prodotti da forno, le birre artigianali, i formaggi, la cioccolata, le conserve e i condimenti, i salumi, ma sono disponibili molte altre produzioni alimentari e ortofrutticole. Ultima arrivata, la pizza.<b> </b>In sala Mantegna, sono in programma, sempre dedicate all’olio extravergine di oliva, una serie di degustazioni guidate di oli extravergine di oliva nazionali ed esteri.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Confermati infine l’ottava edizione del <strong>Premio Golosario</strong>, in collaborazione con i critici Paolo Massobrio e Marco Gatti per premiare le <strong>eccellenze</strong> emergenti dell’agroalimentare presenti in fiera.</span></p>
<p class="p1"><strong>Per saperne di più <a href="http://www.eccellenzeitaliane.tv/solagrifood-il-salone-che-spiega-i-prodotti-tipici-italiani/" target="_blank" rel="noopener">clicca qui</a></strong></p>
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		<item>
		<title>Made in italy, ICE e internazionalizzazione del settore agroalimentare</title>
		<link>https://www.eccellenzeitaliane.eu/made-in-italy-ice-e-internazionalizzazione-del-settore-agroalimentare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Feb 2017 10:57:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[Assapori]]></category>
		<category><![CDATA[eccellenze]]></category>
		<category><![CDATA[Fortunato Amarelli]]></category>
		<category><![CDATA[Ice]]></category>
		<category><![CDATA[internazionalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[settore agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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					<description><![CDATA[Made in Italy, una tre giorni dedicata all’internazionalizzazione del settore agroalimentare Missione Ice-Unindustria Calabria-Kalos: 25 buyer europei e 70 aziende del Sud in Calabria dal 21 febbraio A partire da ieri, 21 febbraio, per tre giorni 70 imprese calabresi, pugliesi, campane e siciliane ed i buyer provenienti da undici paesi dell’Unione Europea si confronteranno nell’ambito di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1 style="font-size: 14pt; text-align: center;">Made in Italy, una tre giorni dedicata all’internazionalizzazione del settore agroalimentare</h1>
<h2 style="font-size: 12pt; text-align: center;">Missione Ice-Unindustria Calabria-Kalos: 25 buyer europei e 70 aziende del Sud in Calabria dal 21 febbraio</h2>
<div class="titolo"><span id="more-16306"></span></div>
<div class="titolo"></div>
<div class="titolo">A partire da ieri, 21 febbraio, per tre giorni 70 imprese calabresi, pugliesi, campane e siciliane ed i buyer provenienti da undici paesi dell’Unione Europea si confronteranno nell’ambito di un ricco programma dedicato all’internazionalizzazione del settore agroalimentare che si articola in momenti seminariali, incontri meeting B2B e visite aziendali.</div>
<div class="titolo">L’<strong>ICE</strong>, <strong>Istituto per il Commercio Estero</strong> sceglie la Calabria: per la tre giorni internazionale infatti l’avvio dei lavori si è svolto ieri in Confindustria Cosenza con il seminario “<strong><em>Valorizzare le eccellenze del Made in Italy sui Mercati Internazionali</em></strong>”. Introduzione dei lavori per Unindustria Calabria il presidente <strong>Natale Mazzuca</strong> e<strong> Fortunato Amarelli</strong>, alla guida della Sezione Agroalimentare. Intervenuti gli specialisti <strong>Domenico Del Sorbo</strong> e<strong> Achille Bianchi, Marcello Gentile</strong> dell’ufficio Agroalimentare e Vini ICE ed il Responsabile SACE, <strong>Mauro Pasqualucci</strong>. Una degustazione di prodotti tipici regionali offerti dalle aziende coinvolte sarà curata degli Chef del Consorzio Assapori.</div>
<div class="titolo">Per il Presidente di Unindustria Calabria, Natale Mazzuca(nella foto) “siamo felici che l’Ice abbia inteso promuovere in Calabria una iniziativa che coinvolge tante realtà produttive del Sud Italia. La notizia del New York Times che ha indicato la nostra regione come uno dei 52 luoghi da visitare nel 2017 per la bellezza e varietà dell&#8217;enogastronomia indica come l’agroalimentare sia uno dei punti di forza della nostra economia. Dobbiamo continuare a lavorare per creare nuove sinergie e forme di collaborazione che consentano anche alle piccole realtà di raggiungere nuovi mercati”. “Promuovere l&#8217;immagine del prodotto calabrese nel mondo – dichiara il presidente della Sezione Agroalimentare di Unindustria Calabria, Fortunato Amarelli, alla guida anche del Consorzio Kalos &#8211; rappresenta una priorità per il sistema economico regionale. Avere l’opportunità di far apprezzare in loco a buyer selezionati il meglio delle produzioni regionali è ancora più importante perché favorisce l&#8217;internazionalizzazione delle piccole e medie imprese. Insieme all’Ice e con Sace e Simest si possono aprire nuovi mercati per le produzioni di qualità della Calabria”. La missione “Incoming Calabria”, rientra nella terza annualità del “Piano Export Sud” &#8211; Piano Azione Coesione (PAC) del PON Ricerca e Competitività 2007-2013 messo a punto dal Mise, coinvolge le aziende calabresi che hanno manifestato interesse rispondendo ad un apposito bando di selezione. I Paesi stranieri target dell’attività di incoming sono Albania, Croazia, Francia, Germania, Inghilterra, Kazakistan, Polonia, Romania, Russia, Slovenia e Ungheria.</div>
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		<item>
		<title>Made in Italy, Enit e Fico insieme per la valorizzazione della cultura enogastronomica</title>
		<link>https://www.eccellenzeitaliane.eu/made-in-italy-enit-e-fico-insieme-per-la-valorizzazione-della-cultura-enogastronomica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2017 10:28:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[cultura gastronomica]]></category>
		<category><![CDATA[Eataly]]></category>
		<category><![CDATA[eccellenze]]></category>
		<category><![CDATA[eccellenze italiane]]></category>
		<category><![CDATA[enit]]></category>
		<category><![CDATA[Fabbrica Italiana Contadina]]></category>
		<category><![CDATA[Fico]]></category>
		<category><![CDATA[Fico Eataly World]]></category>
		<category><![CDATA[Italia del cibo]]></category>
		<category><![CDATA[lifestyle italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[MiBACT]]></category>
		<category><![CDATA[Oscar Farinetti]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Enit e Fico-Eataly World insieme per valorizzare il made in Italy Presentato a Roma accordo Enit e Fico (Fabbrica Italiana Contadina)  il più grande parco agroalimentare al mondo che aprirà a Bologna a ottobre 2017, insieme per attrarre milioni di visitatori attraverso la valorizzazione della cultura enogastronomica del nostro Paese. L&#8217;accordo è stato presentato da Evelina [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">Enit e Fico-Eataly World insieme per valorizzare il made in Italy</h2>
<p>Presentato a Roma accordo <strong>Enit</strong> e <strong>Fico</strong> (Fabbrica Italiana Contadina)  il più grande parco agroalimentare al mondo che aprirà a Bologna a ottobre 2017, insieme per attrarre milioni di visitatori attraverso la valorizzazione della cultura enogastronomica del nostro Paese.</p>
<p>L&#8217;accordo è stato presentato da <strong>Evelina Christillin</strong>, presidente di Enit, <strong>Fabio Maria Lazzerini</strong>, consigliere d’amministrazione di Enit, e <strong>Oscar Farinetti</strong>, fondatore di Eataly, alla presenza del sottosegretario al Turismo-Mibact, <strong>Dorina Bianchi</strong>, dopo la sottoscrizione da parte della presidente Christillin e dell’amministratore delegato di Fico Eataly World, Tiziana Primori.</p>
<p>L’intesa prevede che <strong>Enit</strong> &#8211; che ha tra le sue finalità la valorizzazione dei prodotti enogastronomici, tipici e artigianali in Italia e all’estero &#8211; realizzi azioni promozionali destinate al grande pubblico, agli operatori turistici e ai media, in Italia e all’estero, in collaborazione con <strong>Fico Eataly World</strong>, in quanto struttura di riferimento per la divulgazione e la conoscenza dell’agroalimentare italiano, luogo di incontro per tutti coloro che amano il cibo e vogliono conoscere i segreti della biodiversità alla ricerca di informazioni ed esperienze uniche.</p>
<p>L’intesa tra Enit e Fico promuove l’Italia del cibo facendo leva su uno dei suoi aspetti più celebri e apprezzati: i prodotti, la loro lavorazione, la nostra grande tradizione e cultura enogastronomica. In particolare, prevede che Fabbrica Italiana Contadina sia un volano di attrazione turistica a livello internazionale, promuovendo l’immagine dello stile di vita italiano, soprattutto nell’ambito dei prodotti enogastronomici.</p>
<p><strong>Evelina Christillin</strong>, presidente di Enit, ha spiegato: “<em>L’Enit nel suo Piano triennale ha dedicato un cluster specifico al cibo e agli itinerari del gusto. Stiamo realizzando numerose iniziative promozionali sul segmento dell’enogastronomia perché intendiamo sostenere lo sviluppo e la conoscenza delle produzioni locali d’<strong>eccellenza</strong> e delle loro tradizioni. Il nostro impegno andrà verso la valorizzazione del patrimonio enogastronomico italiano, al fianco di operatori e produttori, incoraggiando la creazione di modelli di business innovativi in risposta alle nuove esigenze turistiche internazionali</em>”.</p>
<p>Da parte sua, <strong>Oscar Farinetti,</strong> fondatore di <strong>Eataly</strong>, ha aggiunto: “<em>In questi dieci anni abbiamo fatto conoscere e apprezzare all’estero i prodotti del nostro paese grazie a Eataly. Oggi, con la Fabbrica Italiana Contadina, abbiamo la straordinaria opportunità di portare in Italia milioni di persone da tutto il mondo, per fargli conoscere la meraviglia della nostra biodiversità. Fico, su 80.000 metri quadrati e su un percorso di diversi chilometri, consentirà un’esperienza unica e irripetibile: capire la nostra agricoltura, la trasformazione alimentare, degustare il nostro cibo, fare un giro sulle 6 &#8216;giostre&#8217; educative dedicate al fuoco, alla terra, al mare, agli animali, al vino ed al futuro. Qui tutti potranno divertirsi e imparare, grazie a 30 eventi e 50 corsi al giorno tra aule, teatro, e spazi didattici, aree dedicate allo sport e ai bimbi, alla lettura ed ai servizi, un cinema ed un centro congressi che può ospitare da 50 a 1.000 persone</em>”.</p>
<p>Per <strong>Fabio Lazzerini,</strong> consigliere d’amministrazione di Enit, “<em>la strategia di Enit per il consolidamento del brand Italia sui mercati tradizionali e di nuova generazione prevede la messa in campo di azioni volte alla creazione di nuovi segmenti turistici e in questo contesto il settore del food &amp; beverage offre grandissime opportunità di sviluppo&#8221;. &#8220;La dimensione esperienziale &#8211; </em>ha detto<em> &#8211; giustifica e sostiene i consumi favorendo la crescita dei nostri territori e della nostra economia. Il settore enogastronomico in questo senso rappresenta un settore trasversale a cui fare riferimento per coniugare l’esperienza del fare turismo, sviluppare le economie locali, rispettare la sostenibilità ambientale e diffondere il modello di lifestyle italiano</em>”.</p>
<p>“<em>L’accordo che viene siglato tra Enit e Fico</em> &#8211; ha commentato <strong>Dorina Bianchi</strong>, sottosegretario al Turismo-Mibact &#8211; <em>è importante e ci permetterà di promuovere ancora di più l’italianità nel mondo, un valore che va sempre più valorizzato e sul quale bisogna investire. Il turismo enogastronomico è un traino fondamentale soprattutto sul piano internazionale. Alimentari e vini rappresentano le categorie merceologiche che stimolano maggiormente gli acquisti degli stranieri, che destinano un terzo del budget di una vacanza all’enogastronomia (con una spesa media di circa 190 euro). Tra l’altro l’Italia è il primo paese dell’Unione Europea per numero di prodotti agroalimentari riconosciuti Dop e Igp. Tutto questo fa dedurre che il trend di crescita centrato su cibo e vino si consoliderà e l’Italia può giocare un ruolo di capofila. Il turismo e gli itinerari enogastronomici sono il modo migliore per promuovere un territorio, le sue peculiarità e la sua autenticità: un’Italia da vedere e da gustare. La ristorazione, come interfaccia diretta del turista verso il mondo dell’enogastronomia, non solo rappresenta il valore aggiunto della destinazione ma si conferma fattore propulsivo dell’intera filiera agro-alimentare”</em>.</p>
<p>Infine, <strong>Tiziana Primori</strong>, amministratore delegato di Fico Eataly World, ha sottolineato: “<em>Abbiamo una nuova destinazione da proporre al mondo. È unica, è piena di sapori e unisce il fascino dei nostri diversi territori attraverso i loro prodotti. Fico è un’arca che valorizza il patrimonio enogastronomico italiano, le persone, le imprese, la cultura e i luoghi delle tante <strong>eccellenze italiane</strong> che già ci sono riconosciute e di quelle che meritano di essere maggiormente valorizzate. In Emilia Romagna, sulla via Emilia, a Bologna, Fico è pronta a essere la tappa fondamentale per il turista internazionale che nel nostro Paese vuole vivere l’esperienza reale e completa del &#8216;fatto e prodotto&#8217; in Italia</em>”.</p>
<p style="text-align: right;">Fonte: Adnkronos</p>
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		<title>Salon du Chocolat, l&#8217;evento dedicato al cioccolato e alle sue eccellenze</title>
		<link>https://www.eccellenzeitaliane.eu/salon-du-chocolat-levento-dedicato-al-cioccolato-e-alle-sue-eccellenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2017 10:29:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Besuschio]]></category>
		<category><![CDATA[cacao]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Cracco]]></category>
		<category><![CDATA[Cibo degli dei]]></category>
		<category><![CDATA[cioccolato]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Comaschi]]></category>
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		<category><![CDATA[Roberto Silva Coronel]]></category>
		<category><![CDATA[Salon du Chocolat]]></category>
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					<description><![CDATA[Salon du Chocolat: tutto pronto per l&#8217;evento mondiale dedicato al cioccolato e alle sue eccellenze Salon du Chocolat, il più grande evento mondiale dedicato al cioccolato, al cacao e alle sue eccellenze: da giovedì 9 a domenica 12 febbraio a Milano.  Un programma ricco di novità e di personaggi internazionali che hanno reso questo prodotto famoso. “Questa seconda [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><strong>Salon du Chocolat: tutto pronto per l&#8217;evento mondiale dedicato al cioccolato e alle sue eccellenze</strong></h2>
<p><strong>Salon du Chocolat, </strong>il più grande evento mondiale dedicato al <strong>cioccolato,</strong> al<strong> cacao </strong>e alle sue<strong> eccellenze: </strong>da giovedì 9 a domenica 12 febbraio a Milano.<strong> </strong> Un programma ricco di novità e di personaggi internazionali che hanno reso questo prodotto famoso.</p>
<p>“<em>Questa seconda edizione ha visto una crescita importante di tutto il nostro evento</em> – anticipa <strong>Roberto Silva Coronel</strong>, Amministratore Delegato Digital Events. – s<em>iamo arrivati a 80 espositori contro i 40 della scorsa edizione, siamo passati da 63 eventi a 111 e soprattutto ad una crescita del 236% dei biglietti venduti.</em>”</p>
<p><strong>Ernst Knam, Gualtiero Marchesi, Carlo Cracco, Iginio Massari, Davide Oldani, Davide Comaschi, Andrea Besuschio</strong>, sono solo alcuni dei nomi dei protagonisti che animeranno i palchi della manifestazione, con show cooking, presentazioni di libri e incontri con il pubblico. Oltre a degustazioni guidate dei migliori prodotti legati al Cibo degli dei, sono in programma eventi di <strong>design, moda e food styling</strong> rigorosamente al cioccolato, spettacoli, gadget dedicati agli innamorati e iniziative rivolte ai bambini.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Per maggiori informazioni e programma:  <a href="http://www.salonduchocolat.it/ita/2017/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.salonduchocolat.it</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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